Opinioni. Brutus. Armando Testa, per tutti noi è una festa

Cominciamo con una buona notizia: An ha scelto di affidarsi a una agenzia di pubblicità , la Leo Burnett, e soprattutto entrambi hanno scelto di dare enfasi all’accadimento attraverso i loro uffici stampa. Perché è una buona notizia? Cerco di spiegarmi. La mancanza di trasparenza è, da sempre, un cancro di questo Paese. Un mostro che ne ha generati altri, tra cui la ‘dietrologia’, arte o mestiere nella quale se ci fosse un campionato del mondo non ci inviterebbero nemmeno causa manifesta superiorità . E il campo in cui la trasparenza latita di più è ovviamente nella politica e soprattutto nei rapporti tra politica e business, incluso quello di cui ci occupiamo. Nel passato ci sono anche stati alcuni scandaletti che hanno riguardato primarie agenzie, con relativo tintinnio di manette e carriere bruciate, ma non è carino rivangare. Quello che accade tutti i giorni è invece utile sottolinearlo: quell’agenzia ha vinto quel budget perché è legata a Tizio o a Caio, a quel partito, a quel ministro. Pissipissibaubau, chiacchiericci e appunto dietrologia, spesso gratuita. E mai che un partito, una corrente, un candidato dichiarassero colore, cioè a quale consulente si fossero affidati, anche perché quasi mai si affidavano a consulenti professionalmente accreditati. E parallelamente mai che un’agenzia rivelasse il suo rapporto, come se fosse di per sé peccaminoso, alla stregua di una relazione extraconiugale. Va anche detto che la comunicazione politica italiana è stata fin qui tragicamente priva di spunti significativi, a parte la valanga quantitativamente e qualitativamente imbarazzante, ma evidentemente vincente, del presidente operaio, industriale, cantante, calciatore e non ricordo che altro. Quindi questa scelta di An e Leo Burnett di comunicare il loro sodalizio è veramente una svolta significativa nella direzione della trasparenza e merita un plauso. E anche se dovesse succedere che Leo Burnett si veda assegnare qualche budget in più di area governativa, per favore, non facciamo le mammolette ipocrite, altra specialità  italiana. Nella più compiuta democrazia mondiale, gli Stati Uniti, i contributi ai partiti sono ufficiali e appunto trasparenti e il punto è, correttamente, se il servizio appaltato è svolto o meno correttamente in termini di qualità  e di prezzo! Avendo plaudito, concedeteci una piccola notazione critica e un dubbio.
Notazione critica: è appena uscita una campagna tesseramento di An la cui headline recita: A.A.A. amanti della politica cercasi… Spero sia un parto precedente all’accordo con Leo Burnett perché altrimenti, se il buongiorno si vede dal mattino, siamo messi male assai! Dubbio: per lavorare sul cliente An bisogna in qualche modo condividerne valori e obiettivi o la logica è esattamente uguale, professionalmente, a quella che può portare un art director o un account maschio, rigorosamente eterosessuale, a lavorare proficuamente su Tampax? Onestamente non ho una risposta certa, ma tendo a preferire l’ipotesi che un minimo di coinvolgimento sia da preferirsi. A proposito di vizi nazionali, diceva Flaiano (Ennio) che gli italiani sono un popolo sempre pronto a correre in soccorso del vincitore e, per simmetria, a scendere velocemente dal carro del perdente. La Armando Testa è da anni la più grande agenzia di pubblicità  del Paese. Grande non solo quantitativamente ma anche qualitativamente e come tale è stata incensata a destra e a manca, ma anche invidiata dai manager delle filiali italiane dei grandi network che si vedevano e si vedono superati da una agenzia splendidamente locale. Armando Testa ha perso Mulino Bianco, dopo 13 anni di gestione vincente. E subito si sentono emergere i commenti astiosi, invidiosi, meschini: dovevano vendere, non sono più quelli di una volta, erano troppo arroganti e via dicendo. Che tristezza. A parte che Armando Testa continua a essere una straordinaria realtà  e che la perdita di un budget, per quanto importante e prestigioso, non è la fine del mondo, vogliamo per piacere renderci conto che la Armando Testa è l’unico vero e proprio patrimonio nazionale nel settore? Non c’è nessuna esagerazione. È l’unica cosa insieme a Carosello che siamo stati capaci di creare rispettando il nostro vissuto di creatività  (sic) italica. Abbiamo venduto e svenduto di tutto, dai Baci Perugina alla Lamborghini, da Omnitel a Stream, da Gucci alla Ras, vogliamo per piacere essere legittimamente orgogliosi di quel poco di buono che abbiamo Personalmente non credo affatto che la Armando Testa stia attraversando un momento di appannamento, ma, se anche fosse, l’unica cosa che dobbiamo fare è tifare perché lo superi e non unirsi al coro vigliacco dei sussurri malevoli e invidiosi e ovviamente anche sciacallisticamente interessati.

__________________
Nella foto,
Marco Testa

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale