Istituzioni – Unione Europea. Un rapporto sul pluralismo nei media

Il Parlamento europeo si propone di adottare, entro la fine della legislatura, un rapporto sullo stato del pluralismo nei media in Europa. L’obiettivo è di approvare il rapporto, di 40/50 pagine, nella sessione plenaria dal 19 al 22 aprile, a meno di due mesi di distanza dalle elezioni europee fissate per il 13 giugno. Sebbene prenda le mosse soprattutto dalla situazione italiana, a seguito di alcune risoluzioni promosse da diversi gruppi politici, il rapporto sarà  opportunamente ‘decaffeinato’ ampliando il campo a tutti gli Stati membri dell’Unione europea, inclusi i dieci che entreranno a farne parte dal 1° maggio 2004. Non per questo l’Italia eviterà  di essere scrutinata con la lente d’ingrandimento. Per il lavoro preparatorio sono previsti, nei primi mesi dell’anno, delle audizioni con il Consiglio d’Europa, con le Autorità  nazionali antitrust e di settore (per l’Italia quindi le Autorità  guidate rispettivamente da Tesauro e da Cheli), con le associazioni di categoria e dei consumatori. Evidentemente saranno anche sentiti i commissari europei competenti, tra cui Monti (concorrenza), Liikanen (società  dell’informazione), Reding (cultura) e Bolkenstein (mercato interno). Tenuto conto che i fattori passibili di avere impatto sul pluralismo sono numerosi, il rapporto si concentrerà  sulle misure, nazionali e comunitarie, che rischiano d’influenzare il mercato di riferimento, il servizio pubblico, il pluralismo ‘interno’ (ossia la molteplicità  delle posizioni all’interno di ogni mezzo di diffusione), il pluralismo ‘esterno’ (vale a dire la preservazione dei diversi mezzi di comunicazione nella prospettiva della convergenza tecnologica), gli aspetti finanziari (mercato della pubblicità  e finanziamento pubblico). Per la televisione, particolare attenzione sarà  riservata a fenomeni peraltro già  rilevati dal Consiglio d’Europa in materia di concentrazione dei media.

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Nella foto, Pat Cox
, presidente del Parlamento europeo

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