Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

Riforma del sistema radiotelevisivo – Ddl 2175 – Tra le novità  introdotte dalla riforma del sistema radiotelevisivo ce n’è anche una che ha fatto parecchio arrabbiare gli editori della carta stampata: la norma che all’articolo 7, comma 13, estende le provvidenze per l’editoria alle televisioni che trasmettono canali tematici via satellite. “Questa estensione comporta spese considerevoli perché si tratta di garantire riduzioni del 50% sulle spese elettriche e di affitto del satellite e dell’80% sulle spese per le agenzie”, ha spiegato il diessino Antonello Falomi. “Dal momento che il ministro Gasparri (foto) ha confermato che non vi saranno ulteriori finanziamenti, questa misura si traduce in un altro implicito colpo all’editoria, già  penalizzata dall’intero provvedimento”. Gli editori sono scesi in campo più volte in prima persona per criticare la legge Gasparri e nelle tante audizioni presso le commissioni parlamentari hanno sottolineato i punti critici della normativa. Ma è stata una battaglia persa, soprattutto per quanto riguarda la pubblicità : gli editori, in forza di due sentenze del Consiglio di Stato, volevano che le telepromozioni fossero equiparate agli spot e venissero incluse nei limiti di affollamento orari. La legge, invece, ha fissato un unico limite del 15% nelle 24 ore. Con il risultato che la televisione, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, continuerà  a fare la parte del leone nella raccolta di pubblicità  ai danni della carta stampata. Per non parlare poi del Sic: una sorta di calderone che mescola la pubblicità  con i libri scolastici, la produzione discografica con l’editoria libraria, i siti Internet con le radio, la televisione con le sale cinematografiche, e sul quale si potrà  applicare un unico limite antitrust del 20%.


Legge finanziaria – Ddl 4489,  art. 63 e art. 28 – Toccherà  al Senato dare il definitivo via libera alla legge finanziaria del prossimo anno, ma nessuna modifica sarà  introdotta rispetto al testo uscito dal voto di fiducia che la maggioranza ha deciso di chiedere nel corso della discussione alla Camera, facendo così decadere tutti gli emendamenti presentati. È stato comunque modificato, rispetto a quanto deciso in prima lettura al Senato, l’articolo 63 che per il solo 2005 quantificava in 90 milioni di euro – ora portati a 95 – lo stanziamento in favore dell’editoria, sotto forma di un credito d’imposta del 10% sulla spesa per l’acquisto della carta. “Una mancia”, l’ha definito il diessino Giuseppe Giulietti. “L’unico intervento possibile nelle condizioni date”, ha ribadito il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas (foto) di Forza Italia. Ritoccati anche i limiti di spesa per l’articolo 28.


(Le cronache del Parlamento sono aggiornate fino al 12 dicembre)

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