Televisione – Commissione europea. Liikanen indaga sulle frequenze tivù

Da Bruxelles rimbalzano voci circa una bozza di lettera che il Commissario europeo per l’impresa e la società  dell’informazione, Erkki Liikanen, si appresterebbe a completare e imbucare non appena la legge Gasparri sulla riforma del sistema radiotelevisivo sarà  pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Tema: richiesta di chiarimenti all’Italia sullo sfruttamento inefficiente delle frequenze, tale da impedire l’accesso a nuovi operatori. Il nuovo quadro normativo europeo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, recepito in Italia con il nuovo Codice delle comunicazioni adottato nel settembre scorso, sancisce (art.9) che “gli Stati membri provvedono alla gestione efficiente delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica nel loro territorio… Essi garantiscono che l’allocazione e l’assegnazione di tali radiofrequenze da parte delle autorità  nazionali di regolamentazione siano fondate su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Anche se il nuovo quadro non riguarda il pregresso, la situazione ereditata dal passato rappresenta un caso unico in Europa tenuto conto della modalità  arbitraria, opaca, discriminatoria e sproporzionata con la quale è stato storicamente allocato e assegnato in Italia un bene pubblico, oltre che una risorsa scarsa, come lo spettro della frequenza radio. Forse è opportuno e saggio che chi di dovere cominci sin d’ora a preparare la lettera di risposta.

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Nella foto, Erkki Liikanen

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