Televisione – Rai. Tanti investimenti sul prodotto

Il direttore generale della Rai Flavio Cattaneo non ha nessuna intenzione di gettare la spugna. Resterà  al timone dell’azienda anche con un consiglio d’amministrazione dimezzato. Lo ha dichiarato in una recente intervista al Corriere della Sera (12 dicembre), e invita la presidente Lucia Annunziata a ripensarci e a non dimettersi quando la legge Gasparri avrà  concluso il suo iter legislativo. Prova ne è che Cattaneo ha deciso di calare sul tavolo dell’azienda e della politica il piano industriale che disegna l’evoluzione dell’azienda nel prossimo triennio 2004-2006, portato alla discussione del Cda nella seduta del 16 dicembre. È un piano di rottura e di forte innovazione rispetto al passato perché prevede una Rai all’attacco sugli ascolti e sulla pubblicità  e, grande novità , una mole di investimenti sul prodotto. Perfettamente in linea con quanto teorizzato fin dal suo arrivo a Viale Mazzini otto mesi fa, quando prospettava una Rai azienda editoriale che ha nelle reti e nel prodotto la sua ragion d’essere. Un rovesciamento a 360° rispetto alla strategia impostata dall’ex direttore generale Pierluigi Celli (1998-2001) per cui la Rai era un’impresa industriale e il prodotto doveva essere appaltato all’esterno. Secondo il nuovo piano industriale, i forti investimenti sul prodotto dovrebbero servire a consolidare il primato editoriale della Rai ma anche a incrementare la redditività  dell’azienda. Fare più prodotto e farlo meglio vuol dire in primo luogo intercettare più pubblicità , ma anche poterlo vendere su tutte le piattaforme. Punta di lancio di questa strategia saranno proprio le library di cinema e fiction che l’azienda conta di rafforzare e fare fruttare su tutti i mercati limitrofi della televisione. Cattaneo lega la rinascita creativa dell’azienda al macroprogetto di riorganizzazione, che ha come obiettivi principali quello di snellire i processi decisionali e di razionalizzare il ciclo di realizzazione dei contenuti, cancellando le divisioni e ridando un ruolo centrale a rete e testate. Il progetto disegnato dalla McKinsey è pronto, ma non essendo stato esaminato dal consiglio di amministrazione non figura nel piano industriale che però lo presuppone e lo sottende. Nelle intenzioni del direttore generale c’è la volontà  di presentare la riorganizzazione prima di Natale, ma visto l’accavallamento delle scadenze sulla Gasparri e le probabili dimissioni dell’Annunziata, sembra assai improbabile che raggiunga l’obiettivo.

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Nella foto,
Flavio Cattaneo insieme a Lucia Annunziata

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