Televisione – Sky. Protestano produttori e distributori

Produttori e distributori di cinema stanno valutando l’ipotesi di non vendere più almeno per un anno i propri film a Sky, la televisione a pagamento di Rupert Murdoch. In alternativa li cederebbero alle televisioni in chiaro, che invece di dover aspettare i ventiquattro mesi canonici trasmetteranno i film dopo soli dodici mesi dall’uscita nelle sale come avviene oggi per la pay.  La proposta che si sta facendo largo nel mondo dell’industria vede tutt’altro che freddi i due network, a condizione però che il sovrapprezzo da pagare sia ragionevole. Dall’accelerazione del consumo televisivo dei film Rai e Mediaset hanno tutto da guadagnare per migliorare le performance dei film in tivù in progressivo declino, ma anche per intaccare il vantaggio competitivo dell’esclusiva temporale di cui gode Sky sul prodotto più pregiato dopo il calcio. Ma il cinema italiano, che è abituato a muoversi in ordine sparso, riuscirà  davvero a fare fronte compatto per dare una lezione a Sky? La pay tv di Rupert Murdoch ha adottato una politica molto spilorcia nei confronti del cinema italiano: compra pochi film e li acquista per un tozzo di pane, più che dimezzando i prezzi che era solita pagare Tele+ all’epoca di Canal+. Finora Sky ha comprato un piccolo pacchetto di film targati Raicinema, poi alcuni film di Aurelio De Laurentiis (riconfermato recentemente a capo dell’Unione produttori dell’Anica per un secondo mandato, affiancato da quattro vice presidenti molto tosti: Giampaolo Letta della  Medusa, Giancarlo Leone, Tilde Corsi e Riccardo Tozzi) e poco altro. Non è stato ancora chiuso l’accordo quadro con Medusa. C’è grande preoccupazione nell’industria anche per l’imminente arrivo dei nuovi decreti delegati del ministro Giuliano Urbani (previsti per febbraio) che rivoluzioneranno il modo di produrre cinema. Diminuiranno i finanziamenti pubblici e saranno concessi solo ai produttori che abbiano già  trovato una copertura del 50% del budget. Dato che sul nostro mercato i soldi ce li hanno solo le televisioni, diventeranno ancora più strategiche Raicinema, Medusa e anche Sky. La pay copriva il 20% del budget di un film e ora con Sky si è passati al 10%.

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Nella foto, D
avid Bouchier, direttore prodotto di Sky

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