Personaggi – Giovanni Moro. Animatore di Cittadinanzattiva

“Lo stereotipo corrente dell’italiano incivile è molto meno reale di quanto si dica. La questione però esiste e nasce da come il nostro Stato ha sempre gelosamente conservato il monopolio dell’interesse pubblico senza mai favorire e stimolare l’assunzione di responsabilità  da parte del singolo e dell’impresa”, dice Giovanni Moro, fondatore dell’associazione Cittadinanzattiva. “A questo si affianca l’atteggiamento di distanza dalla cittadinanza di tanti individui e di tante imprese. Si potrebbe dire quasi di estraneità . In fondo, dicono, pago le tasse e questo dovrebbe bastare. Per fortuna le cose migliorano, cresce la consapevolezza che fare il cittadino è il miglior modo di esserlo, sia per gli individui sia per le imprese”. Secondo Giovanni Moro – impegnato nelle organizzazioni non profit già  dalla fine degli anni Settanta quando fondò il Movimento federativo democratico, poi divennuto Tribunale dei diritti del malato – “Viviamo in un mondo in cui nessuno – e tantomeno le imprese – può permettersi il lusso di farsi semplicemente gli affari propri. È quello che dice il segretario dell’Onu Kofi Annan: non è più vero che il bene dell’impresa è il bene della società ; piuttosto è vero il contrario. Che questo sia un processo reale e non un’utopia lo dimostrano tra l’altro le molte esperienze di partnership con imprese private che il nostro movimento ha fatto”. E proprio su iniziativa di Cittadinanzattiva nel 1999 è stato costituito il Gruppo di Frascati – a cui aderiscono una dozzina di primarie aziende italiane – per promuovere una nuova cultura imprenditoriale che aiuti a conciliare le esigenze di mercato con la tutela dei beni comuni e dell’interesse generale. Per promuovere e far conoscere le proprie iniziative Cittandinanzattiva – oggi impegnata in una campagna per il superamento delle barriere architettoniche nelle città  – si è dotata di un’articolata struttura di comunicazione. “Antonio Gaudioso dirige le relazioni esterne, Alessandro Cossu i rapporti con i media e Annalisa Mandorino la comunicazione”, spiega nell’intervista a Prima Giovanni Moro. “E’ una struttura che testimonia il nostro impegno a far sentire la nostra presenza. Ma non è una impresa facile. Noi ci rivolgiamo al cittadino, quindi a tutti. Facciamo 100 e comunichiamo 10. Ci sforziamo di colmare il divario fra ciò che viene fatto e ciò che viene rappresentato, ma senza personalizzazione e senza giocare a chi la spara più grossa. Questa nostra politica non piace al sistema dei media, disattento verso chi non urla. Ma con i media dobbiamo e vogliamo fare i conti.


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Nella foto, Giovanni Moro

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