Sindacato – ‘Repubblica’. Sciopero contro il traferimento

Il comitato di redazione di Repubblica eletto questa estate (Carlo Ciavoni, Carlo Picozzi, Elsa Vinci a Roma; Giorgio Lonardi a Milano ed Enrico Bellani a Palermo) si è trovato tra le mani una bella gatta da pelare. Infatti, il trasferimento (previsto per il 1° maggio) della sede romana dalla centrale Piazza Indipendenza a Largo Fochetti, lungo la Cristoforo Colombo, fuori dalle mura Aureliane, ha concentrato tutti i mal di pancia accumulati negli ultimi anni dai giornalisti del quotidiano diretto da Ezio Mauro. La prova si è avuta durante l’assemblea del 24 novembre che ha affidato al Cdr un pacchetto di sette giorni di sciopero. Al termine della riunione erano due le mozioni presentate: una proclamava lo sciopero immediato, la seconda subordinava la fermata ai risultati di un incontro con l’azienda. È passata quest’ultima. Così dopo una serie di no dell’editore Repubblica non è arrivata nelle edicole il 27 novembre (allo sciopero ha aderito compatto l’ufficio dei capiredattori centrali). La protesta è indirizzata a garantire alcune condizioni ambientali  nella nuova sede di Roma – una soluzione che non è subito piaciuta ai giornalisti della sede centrale – ma si allarga a obiettivi per migliorare la qualità  del lavoro nelle redazioni staccate. Non a caso il Cdr si è molto adoperato a spiegare che quella in corso è la vertenza Repubblica, non la vertenza di Largo Fochetti. In sintesi, i giornalisti hanno presentato al direttore del personale Roberto Moro e all’amministratore delegato Marco Benedetto una piattaforma che chiede la possibilità  di intervenire sul lay out della nuova sede, una serie di accorgimenti tecnologici, come gli schermi al plasma dei computer, per migliorare le condizioni ambientali, una mensa o un punto di ristoro e, vista la lontananza di Largo Fochetti dalla stazione della metropolitana e dal parcheggio pubblico, una navetta di collegamento. La rivendicazione prevede anche un adeguamento del buono pasto (attualmente 7,23 euro), un contributo (non quantificato) per ‘mobilità ‘ (trasporti, buoni benzina, parcheggi). Inoltre, il Cdr ha chiesto che ogni redattore venga dotato, come avviene in altri quotidiani, di telefono cellulare e personal computer, e che venga esaminata la situazione degli organici, particolarmente carenti nelle sedi staccate (Milano e quelle del Sud in particolare). Almeno per ora, l’azienda si è detta disponibile solo a discutere la sistemazione della nuova sede. Niente di più probabile che i giornalisti di Repubblica replichino lo sciopero sotto Natale.

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