Comunicazione e pubblicità  – Fiat. Una ‘piccola’ da Oscar

“Qualcuno ci dava già  per spacciati; vincendo con la Fiat Panda il premio Auto dell’anno 2004 abbiamo dimostrato al contrario di essere ancora vivi e vitali e di avere molte cose da dire”. Pier Francesco Caliari, responsabile ufficio stampa prodotto di Fiat Auto, non nasconde la sua soddisfazione per quello che può essere considerato l’Oscar dell’auto, il più ambito riconoscimento per un costruttore di automobili. Il premio viene attribuito ogni anno da una giuria composta da 58 giornalisti specializzati di 22 Paesi. Non ci sono classi di merito né classifiche: ogni anno c’è solo un vincitore, scelto tra i modelli in vendita nei dodici mesi precedenti in almeno cinque Paesi europei. La scelta si basa su vari criteri (design, confort, sicurezza, prestazioni, funzionalità , eccetera), ma un peso particolare nel giudizio finale viene dato all’innovazione tecnologica e al rapporto qualità -prezzo. Le case automobilistiche sono molto interessate al premio. Lo dimostra il fatto che anche chi non vince cerca di sfruttare l’evento dal punto di vista pubblicitario. Il 19 novembre, all’indomani della proclamazione dell’auto dell’anno 2004, la Mazda (seconda classificata assieme alla Volkswagen Golf, con 241 voti contro i 281 della Panda) ha comprato una pagina di pubblicità  sul Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport e altri giornali per commentare a modo suo la mancata vittoria, cioè con uno sberleffo infantile: “Pappappéro. Siamo arrivati secondi, meglio cos씝. Un episodio che fa intuire l’accanimento con cui le case automobilistiche si contendono l’ambito riconoscimento. A volte ricorrendo anche a strategie che assomigliano molto ai ‘giochi’ delle diplomazie, come l’alleanza tra le case dei Paesi mediterranei contro quelle del Nord Europa.

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Nella foto,
Pier Francesco Caliari, responsabile ufficio stampa prodotto di Fiat Auto

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