Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

Riforma del sistema radiotelevisivo – Atto Senato 2175 – Replica il relatore di maggioranza, Luigi Grillo (Forza Italia): “Non è così, perché la seconda parte del dispositivo invita a regolamentare la situazione ed è quello che noi stiamo facendo”. Dunque, quando la riforma del sistema radiotelevisivo sarà  definitivamente approvata (si presume subito dopo la pausa estiva, ma non si esclude un blitz agostano come per la Cirami), toccherà   ancora una volta alla Consulta dirimere la questione. L’opposizione, infatti, non è riuscita a mantenere al Senato le modifiche introdotte alla Camera dall’emendamento Giulietti, che vietava a un editore di possedere più di due reti televisive e cancellava il Sistema integrato delle comunicazioni (Sic). Ora ogni editore non solo potrà  avere tre reti (Retequattro dunque è salva), ma potrà  espandere la propria attività  nel settore delle televisioni, della radio, dell’editoria quotidiana, periodica, libraria, della discografia e della cinematografia purché non superi il limite antitrust del 20% dell’intero volume d’affari, che comprende anche pubblicità , telepromozioni e proventi dal canone.

Pubblicità  ingannevole – Atto Camera 2305 – Emendato dal relatore, l’onorevole Pierfrancesco Gamba (An), sta per tagliare il traguardo dell’aula di Montecitorio il testo presentato da Giuseppe Giulietti dei Ds (foto) e che è all’esame della commissione Attività  produttive della Camera fin dall’ottobre scorso. Rafforzati i poteri dell’Autorità  antitrust – ascoltata in commissione nel corso di una serie di audizioni con gli operatori del settore – e abrogate le competenze che su questa materia erano attribuite al giudice di pace, vengono previste sanzioni pecuniarie fino a 100mila euro per chi trasmette un messaggio pubblicitario ritenuto ingannevole o illecito.

Disciplina dell’attività  d’intermediazione sulla pubblicità  – Pdl n. 3055 e pdl n. 4018 – Oltre alla proposta di legge di Renzo Lusetti (Margherita), alla commissione Attività  produttive della Camera è stata depositata anche quella del responsabile informazione di An, Alessio Butti: tutte e due intendono regolamentare l’attività  dei centri media, che gestiscono  investimenti pubblicitari per 7 miliardi di euro nell’intermediazione tra le aziende e le concessionarie di pubblicità . La commissione, presieduta da Bruno Tabacci (foto) dell’Udc, entrerà  nel merito del provvedimento dopo la pausa estiva.


Legge sul libro – Atto camera 3084 e 3525 – Una serie di audizioni ha consentito alla commissione Cultura della Camera di fare il punto sulla diffusione della lettura in Italia e sulla disciplina del prezzo fisso dei libri (la cui sperimentazione è in vigore da 21 mesi). Sono due le proposte di legge che la commissione sta esaminando: una presentata dal suo presidente, Ferdinando Adornato (Forza Italia), l’altra da un gruppo di parlamentari dei Ds con Giovanna Melandri (foto) come prima firmataria. I due provvedimenti hanno come obiettivo la promozione della lettura attraverso una serie di iniziative, tra cui il rafforzamento delle biblioteche pubbliche e di quelle scolastiche.


Software libero – Ddl n. 1188 – Se ne riparlerà  senz’altro alla ripresa di settembre, ma i risultati della commissione per l’indagine conoscitiva sul software a codice sorgente aperto nella pubblica amministrazione, istituita dal ministro per l’Innovazione tecnologica, Lucio Stanca, rappresentano un buon viatico per il disegno di legge presentato dal senatore Fiorello Cortiana dei Verdi (foto). Sarà  un incontro tra il ministro, il relatore del ddl, Lucio Malan (Forza Italia), e Cortiana a definire iter e contenuti della nuova normativa. “A me interessa soprattutto che vengano fissati dei principi per garantire il pluralismo informatico”, spiega l’esponente dei Verdi riferendosi allo strapotere di Microsoft: “Occorre indirizzare le pubbliche amministrazioni all’uso di formati aperti di comunicazione, garantire la portabilità , il riuso e la condivisione dei software”.

Legge sull’editoria – Varato dal Consiglio dei ministri del 27 giugno e in attesa di essere esaminato dal Parlamento, il disegno di legge introduce un ulteriore riordino del settore correggendo alcune “imperfezioni tecniche” dell’attuale normativa in materia di credito agevolato e di contributi diretti. Inoltre prevede una nuova disciplina per la responsabilità  dei siti Internet di natura editoriale e il superamento del regime transitorio per le tariffe postali agevolate, che verranno mantenute solo per alcune importanti categorie di periodici. E infine accentua la liberalizzazione della vendita dei giornali al di fuori delle edicole.

(Le cronache dal Parlamento sono aggiornate fino al 10 luglio)

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