Personaggi – Enrico Cisnetto. Uno scoopino maligno

In ballo l’articolo pubblicato in prima pagina sotto il titolo ‘I terzisti di Società  aperta si trovano a parlare di Terza Repubblica’, in cui Il Foglio racconta dell’iniziativa promossa dall’associazione tra i cui promotori è indicato Cisnetto, che dal ’70 al ’79 è stato dirigente nazionale dei giovani repubblicani e collaboratore di Ugo La Malfa nell’ultimo periodo della vita del leader del Pri. Il grave non sta nell’annuncio dell’appuntamento che si è tenuto proprio il 2 luglio all’hotel D’Azeglio di Roma, ma nelle illazioni che il quotidiano fa, a cominciare dall’occhiello: ‘Nasce il partito di Fazio?’, ipotizzando che l’iniziativa preluda alla discesa in politica del governatore della Banca d’Italia. A supporto dell’ipotesi del nascente partito, l’estensore dell’articolo illustra il documento di otto cartelle di Società  aperta, stilato dopo un incontro riservato il 7 giugno, e ne evidenzia l’impostazione ‘faziana’ dell’analisi politica, rilevando che “uno dei capisaldi del movimento è condensato nel capitolo intitolato ‘Il declino dell’Italia’, concetto base della relazione di Antonio Fazio, il 31 maggio scorso”.  Il Foglio, oltre a indicare Cisnetto come uno degli estensori del documento, infila nella partita importanti personaggi del mondo economico, come Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, e Cesare Romiti, presidente di Rcs Quotidiani, due interlocutori abituali del Cisnetto-giornalista. Geronzi legge Il Foglio e furibondo smentisce attraverso l’Ansa la “sua partecipazione diretta o indiretta a un’iniziativa della quale ha appreso l’esistenza dalla stampa”. Un’incazzatura cosmica se la prende Cisnetto che da giornalista sa valutare gli effetti venefici dell’articolo del Foglio: bruciare un’iniziativa ancora allo stato embrionale e far fare allo stesso Cisnetto la parte di quello che strumentalizza entrature e conoscenze. Ma il vero siluro è politico ed è scagliato contro Fazio. Infatti, il governatore dell’istituto centrale, già  impegnato in queste settimane in un duro braccio di ferro con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per non farsi mettere in panchina e in difesa dei poteri di Bankitalia, non può permettersi di inimicarsi altri esponenti della Casa delle libertà . Tanto meno Silvio Berlusconi, Cisnetto scrive al Foglio dicendosi stupefatto che “Società  aperta, un’associazione politico-culturale nata nel 1993 e che alcuni amici hanno immaginato di utilizzare come luogo di riflessione e di dibattito sul presente e sul futuro del nostro Paese, è improvvisamente diventata il nucleo fondante di un immaginario partito. Per di più coinvolgendo persone e istituzioni del tutto estranee, nella forma come nella sostanza, a questa iniziativa”. Il quotidiano di Ferrara risponde minimizzando e in maniera simpatica. Ma per il quarantottenne giornalista genovese la ferita è aperta e brucia.
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Nella foto, Enrico Cisnetto


 

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