Opinioni – Massimo Teodori. Le sciocchezze su Folli

Non avevo capito nulla di Stefano Folli, analista politico di rara efficacia e singolare spirito libero. Per un momento sono stato messo in crisi dalle stoltezze, dalle insinuazioni e dalle astiosità  che ho letto sul suo conto. Finché ho realizzato che era in corso una gara a chi la sparasse più grossa. Ecco un repertorio dello sciocchezzaio nazionale arricchitosi con la nomina del nuovo direttore del Corriere. Il morbidone. “Si vuole mettere alla guida del Corriere un personaggio più morbido e palesemente filogovernativo. Gira il nome di Stefano Folli sponsorizzato da Gianni Letta…” (L’Unità , 28/5); “Il notista politico che adora i salotti” (L’Unità , 30/5); “Vicino a una istituzione [massoneria] cui la mia famiglia è stata nel suo repubblicanesimo profondamente legata” (Cossiga, L’Unità , 31/5); “Questa è una questione grossa, da ambasciata americana. Qui c’entra l’America, con i suoi interessi strategici e militari” (Curzi, Liberazione, 1/6); “Per pubblicare gli interventi di Previti, Folli vede Lino Jannuzzi, stratega del Polo sulla giustizia… Si fa fotografare insieme a Cesarone. È di casa all’ambasciata americana ma anche in quella israeliana [sic!]. È ospite abituale nelle piccole cene del Quirinale al Torrino…” (Gomez e Pardo, L’Espresso, 12/6). P2, arma decisiva. “Al Corriere della Sera nessuno fuori del giornale ha mai potuto sottrarre la libertà  giornalistica, nemmeno la P2″ (assemblea dei giornalisti, 28/5); “L’epurazione al Corriere è l’ultimo punto del ‘Piano di rinascita democratica’ della P2″ (Marco Travaglio, L’Unità , 31/5); “Nemmeno quando sul Corriere gravava l’ombra della P2 e l’opera equivoca di Bruno Tassan Din si era arrivati a una situazione così abnorme” (Vincenzo Vita, Il Manifesto). Padroni e servi. “A occupare la prima pagina sono stati soprattutto Panebianco, Galli della Loggia, Merlo, Ostellino e qualcun altro, guardie bianche da cui Berlusconi non ha avuto certo da temere, soltanto benevolenza e consigli filiali” (Stajano, L’Unità ); “Berlusconi è in difficoltà  e vuole il Corriere” (Europa); “Anche il Corriere sarà  suo” (Il Manifesto); “Si sono presi anche il Corriere (L’Unità ); “Cavaliere della sera” (Il Manifesto); “Giornalisti al servizio della verità , non del potere” (don Sciortino, Famiglia Cristiana); “Solo lacchè, please” (Serventi Longhi, Rinascita). “Stajano lascia il giornale dopo il colpo di mano realizzato da Berlusconi, da chi lo serve, da chi lo teme, da chi cerca di credere che in questo modo il primo ministro-padrone finirà  per placarsi appagato” (Furio Colombo, L’Unità ). Combattenti per la libertà . “Il Papa difende la libertà  del Corriere” (L’Unità ); “Occorre impedire che possa avere ripercussioni sull’indipendenza e l’autonomia del giornale” (assemblea dei lavoratori, Corriere); “I giornalisti del Corriere fanno bene a chiedere che venga respinto l’assalto dei barbari alla fortezza Bastiani” (Fabrizio Morri, responsabile informazione Ds); “C’è di che allarmarsi… La libertà  d’informazione è a rischio e questo vale anche per Folli” (Luciano Violante); “È cominciato il balletto delle ipocrisie” (Cofferati); “Preoccupazione” (Barbara Pollastrini); “Il Corriere è stato commissariato” (Pietro Folena); “Un’intolleranza che viene da lontano” (Giuseppe Giulietti); “Scioperiamo per la libertà  d’informazione. Lo sciopero generale riguarda tutto e tutti” (Fnsi); “Mussolini risolse il problema con le norme sulla stampa del 1924. Berlusconi si limita a stringere d’assedio i potentati economici cui fanno capo i giornali” (Federico Orlando, Europa); “Per un ras come Berlusconi non mettere le mani sul Corsera è un incubo” (Gloria Buffo, Il Manifesto). I cultori del metodo, definiti da Lucio Colletti “nullatenenti e nullapensanti”. “Abbiamo il timore fondato che il metodo seguito non sia del tutto trasparente” (Serventi Longhi, segretario Fnsi); “Folli non cancella il metodo che si è seguito nell’intera vicenda… La coscienza civile del Paese deve ribellarsi” (Luciano Violante); “L’assemblea dei giornalisti contesta ‘i metodi’ seguiti per il cambio del direttore” (La Repubblica); “Protestare contro le ambiguità  della proprietà  e contro un metodo privo di chiarezza” (Raffaele Fiengo); “I giornalisti del Tg3 esprimono solidarietà  ai colleghi del Corriere sottoposti a un grave attacco che minaccia la libertà  e l’indipendenza del giornale, patrimonio prezioso per tutta l’informazione italiana”.
(m.teodori@agora.it)

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