BOFFO:VIAN (OSS. ROMANO), SU AVVENIRE EDITORIALI ESAGERATI

POL:==BOFFO
2009-08-31 09:43
==BOFFO:VIAN (OSS. ROMANO), SU AVVENIRE EDITORIALI ESAGERATI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 31 AGO – “E’ vero, sulle vicende private di Silvio Berlusconi non abbiamo scritto una riga. Ed è una scelta che rivendico, perché ha ottime ragioni”. Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore romano, prende le distanze da un giornalismo che “pare diventato – osserva in un colloquio pubblicato dal Corriere della sera – la prosecuzione della lotta politica con altri mezzi. Segno che la politica, in tutti i suoi schieramenti, è piuttosto debole. Infatti da alcuni mesi la contesa tra partiti – spiega – sembra svolgersi soprattutto sui giornali, che hanno assunto un ruolo non soltanto informativo, come mostrano anche le vicende degli ultimi giorni”. Sulla solidarietà  a Dino Boffo non si discute, ma Vian esprime qualche perplessità  sulle scelte di Avvenire: “Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato – chiede – paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito un editorialista del quotidiano cattolico?”. E “come dar torto al ministro degli Esteri italiano – insiste il direttore dell’Osservatore romano – quando ricorda che il suo governo è quello che ha soccorso più immigrati, mentre altri, penso per esempio a quello spagnolo, proprio sugli immigrati usano di norma una mano molto più dura? Mi sembra davvero un caso clamoroso, nei media, di due pesi e di due misure”. Peraltro, assicura Vian, i rapporti tra Italia e Santa Sede “sono buoni. Berlusconi è stato il primo a chiarire che non sarebbe andato a Viterbo per la prossima visita del Papa quando ha capito che la sua presenza avrebbe causato strumentalizzazioni”. E l’incontro all’Aquila “é saltato per non alimentare le polemiche”, ma “si è trattato di un gesto concordato, di responsabilità  istituzionale da entrambe le parti. Tanto più che i rapporti tra le due sponde del Tevere – insiste Vian – sono eccellenti, come più volte è stato confermato”. Insomma, “nelle relazioni tra Repubblica italiana e Santa Sede non cambia nulla”. (ANSA).
Y01-NA/ S0A QBXB

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