(SCHEDA) DISNEY-MARVEL: TOPOLINO VUOLE DIVENTARE GRANDE

(SCHEDA) DISNEY-MARVEL: TOPOLINO VUOLE DIVENTARE GRANDE
(AGI) – Roma, 31 ago. – Walt Disney si sarebbe probabilmente opposto con tutte le sue forze: il suo Topolino nella stessa casa in cui Frank Miller parla di droga e violenza, e Stan Lee arriva a dire che il sogno americano e’ morto. Il vecchio Walt inorridirebbe. O pero’ ggi comprare la Marvel, per la Disney, e’ non solo possibile, ma quasi vitale. Con i suoi cinquemila personaggi e una mole infinita di storie da lanciare sul grande schermo avido di kolossal da fumetto, l’azienda cresciuta nelle sapienti mani di Stan Lee e’ una vera miniera d’oro per la Disney, che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una profonda ristrutturazione per poter ridare attualita’ ai suoi temi. La Marvel e’ la svolta. Dal 1939, data di fondazione dell’allora Timely Comics, la casa editoriale ha cambiato costume tante volte quante i suoi supereroi, attraversando le fasi di entusiasmo e di incertezza dell’America del dopoguerra. Nasce nell’epoca d’oro dei fumetti, i fantastici anni 40: il primo personaggio di punta e’ Submariner, affiancato poi dai nomi piu’ noti della Torcia Umana e di Capitan America. Siamo ancora agli inizi. La mente di tutto, come sanno bene gli appassionati, e’ Stan Lee, e deve ancora arrivare: nel frattempo i fumetti della Timely comics cavalcano il genere eroico ereditato dalle strisce militaristiche del periodo bellico, stereotipandosi nell’immagine del bene contro i cattivi da operetta. E’ il 1961 quando un nipote acquisito dell’editore, in sospetto di nepotismo, entra nella casa editrice: si chiama Stanley Lieber e si firma, all’inizio, Lee Nats. E’ soltanto uno scrittore di riempitivi, finche’ non incontra Jack Kirby, il padre materiale dell’Universo Marvel. Loro due danno vita alla prima “famiglia” di supereroi, i mitici Fantastici Quattro. Il successo e’ immediato e travolgente. In pochi anni la coppia sforna i personaggi piu’ noti del mondo dei fumetti: l’Incredibile Hulk, Iron Man, gli X-Men, DareDevil, mentre insieme a Steve Ditko nasce il “ragnetto di quartiere” nel 1962, l’Uomo Ragno. Il genere dei supereroi cambia completamente faccia. Al sorriso immortale di Superman, si sostituisce l’amarezza di Hulk, l’ottimismo di Capitan America scolora nel tormento di personaggi come Wolverine e la Cosa. Il razzismo, la paura del diverso, l’emarginazione sociale si fanno sentire in testi sempre meno “corretti” e sempre piu’ liberal. D’altronde, e’ il fumetto stesso che cambia: non e’ piu’ immaginato come intrattenimento dei piu’ piccoli, ma va a cercare e a intrigare gli adolescenti, mettendo su carta un mondo piu’ credibile e vicino al nostro. (AGI) Red (Segue)
(SCHEDA) DISNEY-MARVEL: TOPOLINO VUOLE DIVENTARE GRANDE (2)
(AGI) – Roma, 31 ago. – La macchina editoriale messa in piedi da Stan Lee funziona anche durante la crisi degli anni Settanta perche’ riesce ad arriva ad un pubblico che sta cambiando, e anche in fretta. Negli anni Ottanta, arrivano le versioni di Devil di Frank Miller e l’Hulk di Peter David: il numero di copie stampate sale a 5 milioni, ma verso il finire del decennio le vendite peggiorano. Gli anni Novanta sono quelli della crisi: l’azienda viene rilevata dal miliardario Ron Perlman, che taglia in un anno ben 16 testate sostituendole con collane tutt’altro che brillanti. E’ il periodo della competizione con i manga giapponesi, che inondano il mercato americano ed europeo proponendo personaggi e storie del tutto sconosciute. Nel 1996 la societa’ e’ sull’orlo del fallimento: solo una profonda reinvenzione dei temi e del disegno, rubando anche molte idee allo stile giapponese, consentono un recupero e la sopravvivenza. Con il 2000 inizia la rinascita, non piu’ su carta ma su pellicola. In meno di dieci anni, Hollywood mette sul grande schermo una trilogia dedicata all’Uomo Ragno, una per gli X Men (a cui si aggiunge il film interamente dedicato a Wolverine), due film sull’incredibile Hulk, due sui Fantastici Quattro, e ancora su Iron Man, Daredevil, Ghost Rider e The punisher. La lista non accenna a finire: il genere spopola e assicura sempre soddisfazione economica al botteghino. L’affare con la Disney diventa cosi’ un passo obbligato per entrambe le aziende. La Marvel puo’ capitalizzare il successo filmico, entrando in un marchio estremamente potente che puo’ garantirle fondi solidi sul lungo termine. La Disney riesce a diversificare la sua offerta, ancora troppo legata al solo comparto infanzia, e a dotarsi di staff tecnici e di personaggi con cui rimodernare il proprio stile. Cosa di cui anche Topolino, per quanto mitica e indiscussa icona, ha bisogno di tanto in tanto. (AGI) Red

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