Boffo/ Contro di me veleno costruito a tavolino per diffamare

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Boffo/ Contro di me veleno costruito a tavolino per diffamare
Avvenire pubblica la lettera anonima: Ora Feltri la fa sparire?

Roma, 1 set. (Apcom) – “Uno sconclusionato e sgrammaticato distillato di falsità  e di puro veleno costruito a tavolino per diffamare”. Così il direttore di Avvenire, Dino Boffo, dalle colonne del suo giornale, definisce “la presunta sentenza giudiziaria maneggiata come un manganello da Vittorio Feltri, direttore del Giornale e dal suo giornalista Gabriele Villa”.

Boffo pubblica nel consueto spazio dedicato alle lettere al direttore il certificato generale del casellario giudiziario “spacciato – si legge nella didascalia – nei giorni scorsi dal Giornale come sentenza” e la “fantomatica informativa anonima, un plateale falso, che lo stesso quotidiano aveva sostenuto fosse allegata alla sentenza e che invece ora è stata improvvisamente abbandonata come prova dallo stesso giornale che l’aveva lanciata con tanto clamore”.

“Bisogna che i lettori di Avvenire – scrive Boffo – sappiano cos’è in realtà  la ‘sentenza giudiziaria’ maneggiata come un manganello da Vittorio Feltri, direttore del Giornale e dal suo giornalista Gabriele Villa. La presunta ‘sentenza’ è uno sconclusionato e sgrammaticato distillato di falsità  e di puro veleno costruito a tavolino per diffamare. Feltri e i suoi, prontamente affiancati dal manipolo di coloro che su altre pagine di giornale hanno preso per oro colato la loro ‘rivelazione’, l’hanno fatto. Hanno diffamato. Hanno deciso, loro, sì, sentenziato, che il direttore di Avvenire era un omosessuale, un molestatore, uno sfasciafamiglie. Un sepolcro imbiancato da picconare in pubblico. Hanno preso, come l’anonimo (per ora) diffamatore, una copertina e hanno appiccicato ciò che faceva loro comodo”.

Il direttore di Avvenire tuttavia rileva che il Giornale di Feltri “già  da ieri ha cominciato a dissimulare la vergognosa operazione. Non più mescolando le carte ma cercando di far sparire quella che dimostra quanto sporco sia il gioco che stanno conducendo. Ma i fatti già  parlano: ieri un gip ha fatto chiarezza confermando ufficialmente che non c’è alcun riferimento a ‘inclinazioni sessuali’ tra gli atti giudiziari di Terni. Ma chi diffama si cura delle smentite?”.