BOFFO: 15 ANNI DA DIRETTORE CHE ‘SPETTINAVA’ I LETTORI /ANSA

POL:BOFFO
2009-09-03 14:58
BOFFO: 15 ANNI DA DIRETTORE CHE ‘SPETTINAVA’ I LETTORI /ANSA
HA PORTATO IL GIORNALE OLTRE LE 100 MILA COPIE
ROMA
(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) – ROMA, 3 SET – Sempre pronto a “spettinare il lettore”, come ama dire, Dino Boffo è stato direttore di Avvenire dal 1994, quando a soli 41 anni conquistò la guida della testata, facendo crescere il numero di copie vendute e promuovendo una rivoluzione grafica. Nato ad Asolo 56 anni fa, si è laureato in lettere classiche all’Università  di Padova, dal ’77 all’80 è stato segretario generale dell’Azione cattolica e poi dal 1978 è all’Avvenire, facendo parte per 11 anni del consiglio di amministrazione. Nel 1997 figura nel gruppo di fondazione di Sat 2000, l’emittente satellitare, ora anche in digitale terrestre, dove realizza una delle prime integrazioni tra carta stampata, radio e tv. Del resto l’innovazione è nelle sue corde ed è in questa direzione che ha guidato il quotidiano della Cei mai sottraendosi alle polemiche e agli scontri, anche diretti, con giornalisti e con politici. Boffo ha affrontato tutti i temi scottanti degli ultimi anni, dalla procreazione assistita, all’immigrazione, al conflitto d’interessi, al terrorismo fino ai recenti interventi sull’inchiesta di Bari e gli incontri del premier con la escort Patrizia D’Addario. Su questo tema, il giornale di Boffo, a firma del direttore, aveva parlato per primo di uno “scenario di desolazione” che “non convince e non piace al paese reale”. E’ dalla sua rubrica di colloquio con i lettori che il direttore sceglie di sollevare la questione morale e gli dedica diversi interventi. Rivendica Boffo che il giornale dei vescovi italiani si sia pronunciato “in modo netto sul piano dei contenuti e della prassi” e che “chiunque è stato raggiunto dai loro interventi ha capito quello che si doveva capire”. Una serie di editoriali che ebbe una replica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un’intervista a Chi: “Sono caduti anche loro nel tranello delle calunnie contro di me, prendendo per vere notizie false”. Non è stata certo questa la prima delle prese di posizione di Boffo, spesso originali, come quando nel 2003 accolse l’iniziativa di Gad Lerner a pregare in Sinagoga dopo gli attentati di Istanbul. Di questa sua originalità  è indicativo ad esempio l’invito a collaborare al giornale, al suo esordio, ad Adriano Celentano che aprì la sua collaborazione con un commento alla decisione del Parlamento europeo di consentire alle coppie gay il matrimonio e l’adozione di figli. In quella occasione Boffo disse: “vogliamo fare un quotidiano con l’anima, ma anche un po’ disinibito”. Disinibito ed originale perché ad esempio ha sempre snobbato i gadget criticandoli apertamente per non fare “un giornale di tossicomani di gadget”. Perché ha lanciato il fumetto, ha offerto giornalini per bambini puntando sempre moltissimo ai giovani, al loro mondo, ai loro interessi. Una linea premiata col superamento di quota 100 mila copie al giornale già  in occasione dei 40 anni della testata compiuti nel 2008, quando aprì anche il sito internet. (ANSA).
STF/ S0A S41 QBXB

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