BOFFO:MI DIMETTO,NON POSSO ACCETTARE GUERRA SU MIO NOME/ANSA

POL:BOFFO
2009-09-03 15:30
BOFFO:MI DIMETTO,NON POSSO ACCETTARE GUERRA SU MIO NOME/ANSA
LA LETTERA A BAGNASCO CHE ANNUNCIA LA DECISIONE IRREVOCABILE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 3 SET – In un lettera indirizzata al presidente dei vescovi italiani card. Angelo Bagnasco, Dino Boffo dice “basta” e presenta le sue dimissioni irrevocabili e immediate dalla direzione di ‘Avvenire’, di ‘Tv2000’ e da ‘Radio Inblu’, in pratica dal regno mediatico della Chiesa cattolica. “Non posso accettare che sul mio nome si sviluppi ancora per giorni e giorni una guerra di parole che sconvolge la mia famiglia e soprattutto trova sempre più attoniti gli italiani”, spiega nella lunga missiva, in cui ribadisce come contro di lui sia stata orchestrata “una colossale montatura romanzata e diabolicamente congegnata”. Ringrazia pubblicamente il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i magistrati di Terni per aver contribuito a sventare le menzogne. “L’attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che è stato sferrato contro di me dal quotidiano Il Giornale guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da Libero e dal Tempo, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si è mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l’ha oggi e non l’avrà  domani”, spiega Boffo. “La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volontà  dissacratoria che non immaginavo potesse esistere”, afferma . “Se si fa così con i giornalisti indipendenti, onesti e per quanto possibile, nella dialettica del giudizio, collaborativi, quale futuro di libertà  e responsabilità  ci potrà  mai essere per la nostra informazione?”, si chiede ancora il direttore di ‘Avvenire’, suggerendo che sulla sua testa si è combattuta una guerra di ben altre proporzioni: “Fin dall’inizio – spiega – si era trattato d’altro. Questa risultanza è ciò che mi dà  più pace, il resto verrà , io non ho alcun dubbio. E tuttavia – sottolinea – le scelte redazionali che da giorni taluno continua accanitamente a perseguire nei vari notiziari dicono a me, uomo di media, che la bufera è lungi dall’attenuarsi e che la pervicace volontà  del sopraffattore è di darsi ragione anche contro la ragione”. “E mentre sento sparare i colpi sopra la mia testa – osserva – mi chiedo: io che c’entro con tutto questo? In una guerra tra gruppi editoriali, tra posizioni di potere cristallizzate e prepotenti ambizioni in incubazione, io – scrive ancora – che c’entro? Perché devo vedere disegnate geografie ecclesiastiche che si fronteggerebbero addirittura all’ombra di questa mia piccola vicenda?”. Poi un ammonimento a a chi lo ha costretto a questo passo: “Feltri non si illuda, c’é già  dietro di lui chi, fregandosi le mani, si sta preparando ad incamerare il risultato di questa insperata operazione; bisognava leggerli attentamente i giornali, in questi giorni, non si menavano solo fendenti micidiali: l’operazione è presto diventata qualcosa di più articolato”. Infine, nel ringraziare la Chiesa nella sua solidarietà  corale, un’ultima annotazione: “so bene che qualcuno, più impudico di sempre, dirà  che scappo, ma io in realtà  resto dove idealmente e moralmente sono sempre stato”. Boffo è stato direttore di ‘Avvenire’ per quindici anni. (ANSA).
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