AVVENIRE: CASINI, BERLUSCONI PRETENDE OMOLOGAZIONE. PERICOLO PER ITALIA

AVVENIRE: CASINI, BERLUSCONI PRETENDE OMOLOGAZIONE. PERICOLO PER ITALIA
(ASCA) – Roma, 7 set – Duro giudizio sul caso Boffo dal leader dell’Udc, Pierferdinando Casini. In una intervista rilasciata al periodico Familia cristiana, Casini afferma: ”Il caso del direttore di Avvenire va ben oltre il merito della vicenda: e’ la metafora di un potere che pretende l’omologazione”. E spiega: ”Il Pdl e il suo leader stanno cambiando pericolosamente. Alle elezioni politiche hanno espunto dalle alleanze qualsiasi elemento che non consentisse la completa assuefazione alla volonta’ del capo. Su questo terreno sono nati lo scontro con l’Udc e la consegna alla Lega delle chiavi della politica italiana. E’ davvero paradossale che si affidi oggi la mediazione con il Vaticano a Bossi e Calderoli! All’interno del Pdl sta prevalendo la visione del mondo e della politica italiana, affidata al direttore de il Giornale Vittorio Feltri. Altro che Gianni Letta…”. Continua Casini: ”Quando poi Avvenire, nei giorni successivi alle dimissioni di Boffo, parla di ”videoindecenza”, coglie il nodo di un’altra questione fondamentale: la liberta’ dei mezzi di comunicazione privati e soprattutto pubblici. Basta pensare che la stessa telefonata del Papa al cardinale Bagnasco e’ stata praticamente occultata dai principali telegiornali. E’ evidente l’idea di sostituire il Governo delle cose concrete con una sorta di rappresentazione autoreferenziale della realta’ e per questo bisogna espungere tutti gli elementi che non siano in un totale conformismo di impostazione ideologica”. Casini respinge l’idea di una ”emergenza democratica” proclamata dall’opposizione ma durissimo e’ il giudizio sull’operato del governo: ”Qui un giorno si attacca l’Unione europea, il giorno dopo si portano in tribunale i giornali, il terzo magari ci deliziamo con Putin e con Gheddafi… Un delirio di uno contro tutti che finisce per essere autolesionistico per l’Italia e per lo stesso presidente del Consiglio. Mi chiedo che tipo di epilogo politico rischia di avere questa legislatura”. ”Ci si crogiola – prosegue il numerouno del’Udc – affermando che l’Italia si e’ accorta prima degli altri Paesi della crisi e ne sta uscendo meglio. Mi permetterei di eccepire: basti pensare alle scelte iniziali del Governo e ai quattro miliardi di euro che rischia di costare agli italiani la follia dell’Alitalia. Penso che, prima o poi, qualcuno dovra’ risponderne. E che fine ha fatto l’impegno di introdurre il ”quoziente familiare” sul quale chiediamo conto dall’inizio della legislatura? Avevamo il dovere di aiutare le famiglie, e invece nulla, tabula rasa, mentre i genitori ancora non sanno se avranno il tempo pieno a scuola o no”. Casini non e’ meno tenero con il PD: ”L’alternativa di governo non si crea denunciando le performance sessuali del presidente del Consiglio, ma avendo un’idea dell’Italia che non puo’ soddisfare allo stesso modo Rifondazione, Di Pietro e i moderati”. Occorre invece ”una sensibilita’ nuova verso i temi etici, rompendo le vecchie barriere che portano la sinistra moderata a non comprendere che tanti temi del mondo cattolico si coniugano con una societa’ moderna che non dimentica l’uomo e i suoi valori. Se permarra’ questa incomunicabilita’ fra mondo cattolico e sinistra, non ci sara’ mai una seria alternativa”. In vista infine delle prossime elezioni regionali Casini spiega: ”Non abbiamo la vocazione alla solitudine, valuteremo caso per caso sulla base di un’idea concreta dei fatti, dei programmi e degli uomini. Ma di fronte a una situazione cosi’, io dico che non ci lasceremo tirare per i capelli da nessuno; andare ancora una volta da soli non ci spaventa”, una posizione che ”ci consente e ci consentira’ di essere protagonisti di un’Italia diversa che vogliamo costruire, perche’ e’ chiaro che il dopo Berlusconi e’ gia’ cominciato”.

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