FINI: BELPIETRO, RICOMINCI A DIRE QUALCOSA DI DESTRA

FINI: BELPIETRO, RICOMINCI A DIRE QUALCOSA DI DESTRA
(AGI) – Roma, 8 set. – “Fini e’ oggi l’oggetto piu’ misterioso della politica italiana. Di Berlusconi, Bossi, Casini, Di Pietro e perfino di Franceschini sappiamo praticamente tutto, conosciamo le idee, intuiamo le mosse future e anche le ambizioni farlocche. Nessuno di loro e’ dunque in grado di riservarci grandi sorprese per il futuro, al massimo di darci conferme. Del presidente della Camera invece si sa praticamente nulla”. Lo scrive nell’editoriale del quotidiano ‘Libero’ il direttore Maurizio Belpietro. “O meglio: e’ noto quel che pensa a proposito di testamento biologico, immigrati e inchieste giornalistiche varie, ma non si capisce – scrive Belpietro – dove voglia andare a parare e quale sia la sua strategia, ammesso che ne abbia una. In poche parole, non e’ chiaro cosa Fini intenda fare da grande e perche’ si discosti sempre piu’ dalla sua storia. L’interpretazione di Vittorio Feltri, ieri su il Giornale, e’ che l’ex delfino di Almirante ambisca a salire in tutta fretta le scale del Quirinale e per questo abbia dismesso le sue idee di destra per indossare quelle piu’ comode della sinistra, nella speranza di essere poi ricambiato con i voti che gli mancano per issarsi sul Colle piu’ alto della politica. Non so se sia vero, ma e’ una tesi suggestiva, che potrebbe spiegare perche’ da un po’ di tempo a questa parte l’ex capo di Alleanza nazionale fa discorsi che non dispiacciono agli iscritti del Pd, tanto che alla Festa dell’Unita’ questi si sono spellati le mani per applaudirlo. Ma cosi’ fosse, vorrebbe dire che Fini ha battuto la testa e delira. Pensare che basti corteggiare la sinistra per diventare capo dello stato e’ infatti una scemenza che si spiega solo con una brutta botta. Innanzi tutto perche’ degli ex comunisti non voteranno mai uno che considerano pur sempre un ex fascista, anche se convetito”. Per Belpietro “l’idea che mi sono fatto e’ che il presidente della camera non lavori affatto per arrivare al Quirinale, non a breve quantomeno”. “(…) Secondo me – prosegue – l’ex capo di An guarda un po’ piu’ lontano. Al giorno in cui il tempo o altro gli toglieranno di torno Berlusconi, un signore che poco cordialmente detesta, per altro assolutamente ricambiato”. Per Belpietro “Fini tenta la sortita, immaginando un’altra destra, meno populista e piu’ aperta alle novita’, comprese quelle che arrivano da fuori”. “(…)In conclusione, scommette sul disfacimento dell’attuale Popolo della Liberta’, pensando di poterne rimettere insieme i cocci appena Berlusconi non ci sara’ piu’, per creare la destra che non c’e’. Un progetto intrigante ma ardito”. “(…)Se Fini davvero vuole candidarsi a guidare il Pdl, o cio’ che ne restera’ una volta chiusa la stagione di Berlusconi, ha una sola possibilita’: dire qualcosa di destra”.

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