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MIKE BONGIORNO: ZAVOLI, UNA SIGLA COME LA FIAT

MIKE BONGIORNO: ZAVOLI, UNA SIGLA COME LA FIAT
(AGI) – Roma, 8 set. – “Fu l’autore del suo personaggio; una figura riguardosa, prudente, che non ci guadagnava in ironia, ma senza perderci in eleganza e dignita’. Aveva della televisione un’idea mitica, s’incarno’ in quello straordinario fenomeno con una dedizione tra ingenua e avveduta. Di conseguenza considerava la Rai una specie di grande madre: benefica, addirittura provvidenziale”. Sergio Zavoli, presidente della commissione di Vigilanza Rai, ricorda Bongiorno aggiungendo: “Gli feci, per TV7, un’intervista ai limiti della slealta’ per quanto era, in alcuni tratti, abrasiva. Ma non mi dette il tempo di pentirmene: ringrazio’, chiamandomi addirittura ‘maestro’! Una signorilita’ naturale, per giunta al servizio di una sorta di missione: essere, come fu, lo scopritore e l’animatore di un’Italia in vena di leggerezza, ingenuita’ e ottimismo”. “Rappresento’ la forma piu’ bonaria e fiduciosa del ‘dopoguerra’, chissa’ se consapevole – osserva – di sottendere una sorta di amnesia sociale al tempo stesso salutare e inquietante. Divento’ una sigla, come la Fiat, e trasformo’ il quiz nel modo nuovo di concepire la speranza. L’Italia gli deve la sensazione di una strana, golosa attesa che la vita avesse in serbo qualcosa di buono per tutti! Tardera’ a nascere, se nascera’, un altro talento – conclude – capace di calare una cosi’ bonaria illusione in un Paese ancora affaticato e dolente”.