Tv/ Tramonto per i reality show all’estero, in Italia resistono

Tv/ Tramonto per i reality show all’estero, in Italia resistono
Emerge da ricerca Osservatorio Giornalistico ‘Nathan il Saggio’

Roma, 9 set. (Apcom) – Tramonto per i reality show all’estero. In Italia, invece, ancora resistono. La decima edizione del Grande Fratello sarà  festeggiata con un’edizione extra-large che durerà  cinque mesi e a breve debutterà  un nuovo reality: ‘La Tribù – Missione in India’. Il dato emerge da un monitoraggio, dall’inizio dell’anno ad oggi, di circa 100 autorevoli testate giornalistiche di 12 Paesi del mondo (Australia, Austria, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Medio Oriente, Russia, Spagna, Svizzera e Usa), commissionato all’Osservatorio Giornalistico Internazionale ‘Nathan il Saggio’ dal Gruppo Sitcom, in occasione della presentazione dei nuovi palinsesti dei canali satellitari tematici Alice (cucina), Leonardo (casa), Marcopolo (turismo) e Nuvolari (motori), che si terrà  questa sera a Milano.
Sarà  perché sono stati toccati picchi di trash estremo, come la morte, a fine agosto, di un pakistano annegato durante una sfida subacquea nel corso delle riprese di un reality in stile ‘Survivor’ in Thailandia, l’emittente televisiva britannica ‘Channel 4’, detentrice dal 2000 dei diritti del controverso programma, ha annunciato che l’11esima edizione del ‘Big Brother’, prevista per il gennaio 2010, sarà  anche l’ultima. Negli Usa il programma sopravvive, ma gli ascolti sono sensibilmente diminuiti, a tutto vantaggio di talent show come ‘America’s Got Talent’ e ‘So You Think You Can Dance’. In Australia, sul fortunato format il sipario era già  calato per sempre lo scorso anno al tramonto dell’ottava edizione. E anche in Germania il trend è negativo.
“Trovo un po’ facile – commenta il Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sitcom, Valter La Tona – identificare il trash con il ‘Grande Fratello’. Sicuramente è trash far coincidere il concetto di televisione con un unico genere: il reality. Così come non trovo che si possa considerare grande televisione trasformare lo schermo in un occhio perennemente puntato sul tavolo di un anatomopatologo. La grande televisione la fanno i grandi editori. Noi puntiamo a fare “piccole” televisioni per i nostri “grandi” spettatori”.

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