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RAI: ADRAI, TUTELARE PROFESSIONALITA’ E RISULTATI RAITRE

POL:RAI
2009-09-14 17:21
RAI: ADRAI, TUTELARE PROFESSIONALITA’ E RISULTATI RAITRE
LETTERA A MASI, NO A NOMINE CONDIZIONATE DA POLITICA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 14 SET – In vista di una possibile nuova tornata di nomine a Viale Mazzini, l’Adrai, l’associazione dei dirigenti Rai, ha scritto nei giorni scorsi al direttore generale Mauro Masi per sottolineare la necessità  che gli avvicendamenti rispondano a “logiche esclusivamente aziendali, industriali ed editoriali”, esprimere “solidarietà  ai colleghi di Raitre” e chiedere che vengano tutelati “professionalità ” e “risultati” della rete. Nella lettera, firmata dal presidente Stanislao Argenti, l’Adrai torna a “sottolineare l’imprenscindibilità , nell’adozione delle scelte, della piena autonomia del cda”, ribadendo che nomine e avvicendamenti devono “rispondere a logiche esclusivamente aziendali, industriali ed editoriali”. E’ “odiosa” la sola idea che le nomine possano “dipendere dalla politica e dalle sue logiche” che, insiste l’Adrai, “risultano del tutto estranee a criteri di buona gestione, professionalità  e adeguatezza dei candidati ai ruoli loro affidati, nonché al perseguimento degli obiettivi e delle strategie aziendali”. Da questo punto di vista l’associazione dei dirigenti “esprime tutta la sua solidarietà  ai colleghi di Raitre, dei quali condivide le preoccupazioni in ordine alla tutela della professionalità  espressa all’interno della rete e dei risultati conseguiti, che vanno pertanto preservati e valorizzati”. L’Adrai chiede infine al dg “un chiarimento in ordine alle intese tra Rai e Mediaset per ciò che riguarda la gestione della nuova piattaforma satellitare” TivùSat, definendone “inaccettabile” una gestione in cui la tv pubblica “si ritrovasse relegata in una posizione subalterna”. La lettera dell’Adrai a Masi arriva dopo le prese di posizione dei dirigenti e dei lavoratori di Raitre, scesi in campo nei giorni scorsi in difesa del direttore Paolo Ruffini: per i primi, la sostituzione del responsabile di rete sarebbe “priva di qualsiasi motivazione editoriale o professionale”; per i lavoratori costituirebbe “un gravissimo errore, spiegabile solo con ragioni non aziendali”. (ANSA).
MAJ-LB/ S0A QBXB