CINEMA:DINO E GIADA DE LAURENTIIS PREMIATI A LOS ANGELES

SPE:CINEMA
2009-09-15 15:53
CINEMA:DINO E GIADA DE LAURENTIIS PREMIATI A LOS ANGELES+RPT
(RIPETIZIONE CON TESTO CORRETTO)
LOS ANGELES
(ANSA) – LOS ANGELES, 15 SET – Tre generazioni di De Laurentiis sono salite sul palco dell’Istituto Italiano di cultura di Los Angeles, ieri sera, per celebrare Dino, 90 anni, e Giada, sua nipote, 39 appena compiuti. Dino De Laurentiis ha ricevuto il premio alla carriera dell’Istituto italiano di cultura, il Tondo di Mauro Staccioli, dal direttore Francesca Valente, mentre Giada De Laurentiis è stata proclamata Cavaliere della Repubblica dal console a Los Angeles Nicola Faganello. A sorpresa è arrivato anche Aurelio De Laurentiis, figlio del fratello di Dino, Luigi, e a Los Angeles da due mesi per girare Natale a Beverly Hills, il nuovo cinepanettone con Christian De Sica e Sabrina Ferilli. “Abbiamo iniziato facendo gli spaghetti – ha raccontato Dino De Laurentiis -. Da ragazzo andavo a vendere la pasta fresca della mia famiglia in giro per l’Italia. A Roma, un giorno, ho visto la pubblicità  del Centro sperimentale e, dato che sono sempre stato appassionato di cinema, ho deciso di tentare. L’ho detto a mio padre, nel silenzio, durante una cena con tutti i fratelli. Non mi ha risposto, ma quando ha finito di mangiare ha detto: ‘secondo me sei pazzo, ma non voglio che, quando non ci saro’ più, tu possa rimproverarmi di non averti permesso di fare le tue scelté. Mi ha mantenuto per un anno a Roma, mentre tentavo di fare l’attore, prima che capissi che volevo stare dall’altra parte della macchina da presa”. De Laurentiis ha avuto parole di elogio, seppur con un accenno di ironia, nei confronti della nipote Giada, che vive negli Stati Uniti da quando aveva sette anni e che conduce popolari programmi di cucina e cultura italiana in televisione, su Food Network. “Credo che sia la vera ambasciatrice della cultura italiana in America – ha detto Dino De Laurentiis -, ha un bellissimo sorriso e riesce a vendere le sue ricette che, in quanto a cucina italiana sono un po’ fasulle, ma mi piacciono i suoi pasticcini” ha aggiunto col suo accento napoletano, stringendo la mano alla nipote. “Mi ricordo i pranzi della domenica in famiglia – ha spiegato Giada DeLaurentiis -, il nonno preparava i suoi spaghetti, con la ricetta di suo padre. Non sarei qui, oggi, se non fosse per lui. Certo, le mie ricette devono essere più appetibili per gli americani: amano la cucina e la cultura italiana, ma bisogna portarli sulla strada giusta a piccoli passi. Non penserebbero mai di essere in grado di preparare un pasto all’italiana, ma se gli si permette di aprire un barattolo, invece che fare tutto il procedimendo per il sugo, alla fine riescono anche loro”. La cultura italiana sta entrando sempre di più fra i fornelli delle famiglie americane: “Dopo l’11 settembre -ha aggiunto Giada DeLaurentiis – anche gli americani preferiscono stare a casa con la famiglia, la sera, invece di uscire. Io li aiuto proprio a fare questo”. Dino De Laurentiis ha avuto anche qualche parola per i produttori di oggi, che in Italia si stanno orientando solo verso la televisione: “E’ un grosso limite per il cienema italiano. L’unico che conosco che fa anche film è mio nipote Aurelio – ha detto -. In America invece sono liberi, se si svegliano la mattina e vogliono fare Serpico lo fanno. E’ un’industria da 50 miliardi di dollari, che fattura di più di quella aeronautica o automobilistica, e gli americani sono coscienti di questo valore”. Nessuna voglia di andare in pensione per il novantenne Dino: “Se andassi in pensione e stessi seduto in poltrona morirei subito. Per me vale la regola delle tre C: finché c’é il cervello, il cuore e i coglioni, vado avanti”. (ANSA).
Y6K-CA/ NIE S0B QBXB

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