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FINI: FELTRI INSISTE, DOSSIER? ATTO UFFICIALE PROCURA

FINI: FELTRI INSISTE, DOSSIER? ATTO UFFICIALE PROCURA
(AGI) – Roma, 16 set. – “Il fantomatico dossier in realta’ e’ un atto della procura della Repubblica di Roma e se il presidente della Camera vuole dare un’occhiata, sono disposto a mostrarglielo”. Cosi’ Vittorio Feltri ribatte a Gianfranco Fini, che ha annunciato una querela per l’articolo apparso ieri su Il Giornale. Il fascicolo del 2000 – scrive Feltri – “contiene gli atti di un processo concluso con la condanna di una donna per sfruttamento della prostituzione” e sfogliandolo Fini potrebbe rendersi conto che “non e’ un avvertimento mafioso, ma il racconto di fatti squallidi che si prestano, quanto e piu’ delle testimonianze di pentiti mafiosi, a una montatura”. “Mi auguro – aggiunge Feltri nel suo editoriale – qualora si discutesse una causa contro di me per diffamazione, di non essere costretto a documentarli per provare una cosa palese: non ho diffamato nessuno, ma ho semplicemente fatto notare a Fini quanto sia imprudente spingere altri a fare quanto egli desidera non sia fatto a lui. E quanto sia controproducente aizzare i giudici contro Berlusconi, perche’ prima o poi tra le loro grinfie puo’ cadere chiunque”. Secondo il direttore de Il Giornale, Fini “accecato dall’ira non ha letto bene” e nelle sue parole non c’era niente di minaccioso, mafioso o diffamatorio. Se Fini incita i giudici ad andare fino in fondo “in inchieste farlocche” in cui si tenta di coinvolgere Berlusconi – aggiunge Feltri – “e’ chiaro che qualcuno – applicando analogo criterio – potrebbe caldeggiare la riapertura del caso relativo alle squillo in ambito An. E allora il pericolo di uno scandalo non sarebbe remoto perche’ nelle carte non manca la materia”.