Tg2 ““ Bisogna raccontare tutto, dice Orfeo

“Quello che sto cercando di fare al Tg2 è di raccontare tutto ma nel modo più corretto possibile. Sarà  poi il lettore a farsi un’idea, a valutare, senza bisogno che siamo noi a dirgli come la deve pensare. Sono i lettori, nel nostro caso i teleutenti, a decidere chi vedere e chi votare”. Lo dichiara a poco più un mese dal suo insediamento Mario Orfeo, direttore del Tg2.
“Come può ben immaginare il fatto che io sia stato nominato all’unanimità  è una cosa che mi ha fatto molto piacere e credo che questa fosse la condizione indispensabile per fare un buon lavoro”, sottolinea Orfeo. “Come me lo spiego? Mi piace pensare che in venticinque anni di professione ho dimostrato di essere una persona moderata e seria e che non ho mai usato i giornali dove sono stato per fini che non fossero quelli di fare una informazione la più corretta possibile. Non ho mai speculato su niente, non ho fatto il forte con i deboli e il debole con i forti e questo ha fatto sì che sul mio nome convergessero le forze politiche rappresentate nel Cda”.
“Io ho questa tesi semplice semplice”, afferma Orfeo: “il servizio pubblico deve informare. Credo che sia interesse anche del politico, del vescovo, del giornalista, di chiunque si trovi in certe situazioni e abbia una vita pubblica, credo che sia suo interesse che le cose che fa siano raccontate in maniera corretta. Nascondere le cose ha l’effetto spesso contrario. Il fatto che non si dicano produce un effetto da cassa di risonanza. Essendo noi servizio pubblico non ci si può aspettare che facciamo il tifo per una parte o per l’altra. O che si dia le notizie appoggiando l’uno o l’altro”.

La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 398 – settembre 2009

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