da direttore dei Canali radio di pubblica utilità  della Rai a direttore di ‘Gr Parlamento’ e condirettore del ‘Gr3’

Dopo un settennato da vigile urbano dell’informazione come direttore dei Canali di pubblica utilità  di Radio Rai, e in particolare di Isoradio, Riccardo Berti veste i panni del grand commis ritrovando la politica come direttore di Gr Parlamento e l’attualità  come condirettore del Gr3.
Pratese – e a Prato ha ancora casa e famiglia – ha 62 anni e due figli (Chiara si occupa di eventi, Matteo lavora al Giornale della Toscana). Ha iniziato alla Nazione, da cronista a Prato, e più tardi inviato: insieme a tre colleghi nell’estate del ’75 fu preso in ostaggio nel carcere di San Gimignano dai detenuti in rivolta. Va a Trieste come vice direttore e poi direttore del Piccolo, allora dello stesso gruppo, e quindi torna a Firenze vice direttore e poi direttore della Nazione. Nel ’97, in uno dei periodici giri di poltrone nel gruppo Riffeser, resta senza posto a sedere, e con una onorifica carica da editorialista. Si stufa e nel giugno ’98 si butta nell’impresa del Giornale della Toscana, fascicolo locale del Giornale, il cui dominus era ed è Denis Verdini. Nel 2000 lascia la direzione a Riccardo Mazzoni, e nei due anni successivi è a Roma, nell’ufficio studi di Silvio Berlusconi. Il 2 agosto 2002 la nomina alla direzione dei Canali di pubblica utilità  (Isoradio, Ccis Viaggiare Informati e Filodiffusione).

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 398, Settembre 2009)

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