da direttore di ‘Panorama’ a direttore di ‘Libero’

Proprio lui, che di Vittorio Feltri era stato una scoperta e poi il braccio operativo per parecchi anni – un legame professionale cagliato in rivalità  quando Belpietro ha cominciato a fare da solo il direttore e il commentatore televisivo – è il giornalista scelto dagli Angelucci per fare dimenticare ai lettori di Libero il suo fondatore.
Di Castenedolo, nel Bresciano, 51 anni, sgobbone leggendario, parlata secca e diretta, titolista velocissimo, anticomunista come può esserlo solo chi è stato socialista e craxiano da adolescente, ha cominciato la professione come corrispondente di Brescia Oggi, lasciando per aria gli studi universitari. Entra a Bergamo Oggi e ne diventa caporedattore a soli 25 anni. Dopo essersi occupato di economia per alcune testate nazionali, nel 1986 entra a Gente Money e nell’89 a Capital. Nel 1990 viene chiamato da Feltri, che lo aveva conosciuto a Bergamo Oggi, come caporedattore centrale dell’Europeo e quindi all’Indipendente, di cui diventa vice direttore alla fine del ’92. Quando Feltri diventa direttore del Giornale lo segue ancora una volta come condirettore, ruolo che ricopre fino al 1996, anno in cui diventa direttore del Tempo, che lascia dopo un anno per la direzione della Polipress, agenzia del gruppo Monti Riffeser. Ma anche questa esperienza dura poco perché nel dicembre 1997 c’è da prendere la direzione del Giornale subentrando proprio a Feltri.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 398, Settembre 2009)

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