da direttore ed editore associato di ‘Italia Oggi’ a vice direttore di ‘Libero’

A fine luglio, il nome di Bechis era circolato per la vice direzione del Tg1 diretto da Augusto Minzolini. Poi non devono aver capito bene in che quota collocarlo, e il fatto che sia autore di un saggio intitolato ‘RubeRai – Quarant’anni di sprechi e scandali della Tv di Stato’ non deve avere aiutato. E la faccenda è tramontata. Ma nel tourbillon delle nomine nei giornali del centrodestra una vice direzione è spuntata davvero, ed è quella di Libero.
Torinese, 47 anni compiuti il 25 luglio, sposato, tre figli, pochi hobby (ma la ricerca dei funghi sì), laureato in filosofia a Torino con una tesi in filosofia della religione, cattolico è e cattolico è rimasto – già  da fine liceo vicino a Comunione e liberazione, mentre politicamente oggi si definisce liberal-sociale – e comincia nelle radio e nelle tivù torinesi dei salesiani. Conosce poi l’universo missionario editoriale degli scalabriniani, e con loro fa esperienza sia a New York presso il mensile L’italiano, sia in Italia fornendo contenuti per le testate all’estero. Intanto collabora con il Sabato, e durante il militare è addetto stampa degli alpini.
Nell’86 la svolta, con una borsa di studio a Mondo Economico dove riceve l’imprinting di giornalista economico finanziario. È quindi assunto al Sabato come praticante (diventerà  professionista nel ’90) proprio per l’economia e comincia a collaborare con Italia Oggi. Direttore è allora Pierluigi Magnaschi, che nell’89 lo assume a Mf. Nel ’90 viene spedito nella redazione romana del gruppo Class: sono tempi di inchieste roventi e dell’amicizia con Augusto Minzolini, con cui divide pane, notizie e stile nella raccolta delle notizie.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 398, Settembre 2009)

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