AVVENIRE: NOI SIAMO CHIESA, NUOVA DIREZIONE DIA VOCE A TUTTI I CATTOLICI

AVVENIRE: NOI SIAMO CHIESA, NUOVA DIREZIONE DIA VOCE A TUTTI I CATTOLICI
(ASCA) – Roma, 18 set – Avvenire deve ”sforzarsi di dare pari dignita’ alle variegate voci della Chiesa cattolica italiana” per diventare veramente il quotidiano ”dei” cattolici invece che solo ”di” alcuni cattolici: lo scrive, in una lettera inviata lunedi’ 14 settembre al Consiglio Episcopale Permanente della Cei e al Consiglio d’amministrazione dell’Avvenire, il movimento di riforma della Chiesa ”Noi Siamo Chiesa”, inviata in vista della riunione dell’organismo direttivo della Conferenza Episcopale Italiana in programma a Roma da giovedi’. ”Tra pochi giorni – si legge nel testo della lettera – vi riunirete anche per affrontare i problemi di Avvenire, dopo le ben note vicende, e per decidere la scelta del nuovo direttore del quotidiano. Si tratta di una scelta assai indicativa per il tipo di presenza, in Italia, della nostra Chiesa”. ”Piu’ volte – scrive Noi Siamo Chiesa -, in questi anni, da varie parti si e’ espresso malessere perche’ – salvo rare eccezioni – l’Avvenire e’ stato aperto solo ad un certo tipo di sensibilita’, politica ed ecclesiale, presente nel nostro popolo, e non ad altre e diverse. In particolare, sui temi legati alla bioetica, alle problematiche della sessualita’, alle leggi dello Stato riguardanti tali argomenti, alle questioni connesse con il Concordato (ottopermille, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, status di tali insegnanti…) Avvenire non ha mai aperto un vero dibattito, e la sua linea – negli editoriali e nei servizi – ha praticamente sempre proposto e difeso una unica prospettiva. Ugualmente il suo orientamento politico e’ sembrato orientarsi quasi sempre in una sola direzione, quello degli orientamenti moderati presenti nella nostra societa”’. Il quotidiano della Cei, si legge ancora nella lettera, ”ha nascosto la ricchezza di idee, di opinioni, di proposte che percorrono il tessuto delle parrocchie e delle organizzazioni ecclesiali (ufficiali, ufficiose o di base), ed ha cosi’ oscurato molte voci, anch’esse significative per esprimere la vita che percorre il ‘popolo di Dio’ nel nostro paese”. ”Questa linea ha da tempo avuto, come conseguenza, l’allontanamento di molti lettori”, si conclude la lettera, e per questo ”la scelta del nuovo direttore e’ un’occasione importante che voi avete per decidere se Avvenire debba sforzarsi di dare pari dignita’ alle variegate voci della Chiesa cattolica italiana, oppure solo ad una di esse”.

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