EDITORIA: FIEG, NO A BUSINESS GOOGLE A SPESE NOSTRE

EDITORIA: FIEG, NO A BUSINESS GOOGLE A SPESE NOSTRE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 SET – “Le ragioni dell’esposto sono da ravvisare essenzialmente nello sfruttamento a fini pubblicitari del contenuto editoriale e dei profili dei lettori, operato dal motore di ricerca”. Lo ha detto il presidente della Fieg Carlo Malinconico a conclusione del Comitato di Presidenza della Fieg tenutosi oggi a Roma, richiesto di un commento con riferimento all’esposto della Federazione degli editori all’Autorità  della concorrenza e del mercato riguardante Google. “In particolare ? ha continuato Malinconico ? abbiamo segnalato all’Autorità  che una quota significativa della navigazione in Internet, pari a circa il 30%, deriva dall’accesso a contenuti editoriali. In altri termini, chi naviga in Internet è, in misura considerevole, ‘a caccia’ di notizie e commenti, la cui produzione richiede agli editori professionali cospicui e continui investimenti. Google si avvantaggia di tale situazione sia in quanto motore di ricerca, sia in quanto intermediatore di pubblicità ; non remunera in alcun modo gli editori a fronte del vantaggio indottole dal contenuto editoriale, anzi: con il rinvio fatto al singolo articolo, ‘salta’ la pubblicità  on line sulla home page dei giornali che hanno propri siti mentre incrementa le proprie potenzialità  nel campo pubblicitario con l’aumento dei click sulle proprie pagine e con l’immenso ed esclusivo patrimonio di dati personali e notizie, che le deriva da questa attività “. “Tali comportamenti ? ha osservato Malinconico ? determinano la sottrazione di risorse pubblicitarie agli editori, che si trovano in posizione di soggezione economica anche quando stipulano contratti di servizi pubblicitari con Google. Abbiamo pertanto chiesto all’Autorità  di valutare se nell’attività  di Google, che vanta una posizione dominante sul mercato dei motori di ricerca e su quello della pubblicità  on line, siano configurabili abusi ? ha concluso Malinconico ? la segnalazione all’AGCM non riguarda di per sé Google News, in quanto aggregatore di notizie, ma l’attività  complessiva di Google rispetto alla quale Google News rappresenta la testimonianza più evidente dell’opportunità  che il prodotto editoriale fornisce al motore di ricerca di attirare internauti e di accrescere così gli introiti pubblicitari di Google, senza alcun vantaggio e anzi con pregiudizio per chi quei contenuti realizza. E si tratta di un’iniziativa che, lontana da qualunque posizione di preconcetto nei confronti del mondo di internet, chiede all’Autorità  di verificare se sussistano le condizioni di una effettiva situazione di parità  e concorrenza”.

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