da conduttore a direttore del ‘Tg3’

Incassa il voto unanime del Cda della Rai e va a dirigere il Tg3 al posto di Antonio Di Bella, prima e non dopo il congresso del Pd. Sul nome di Bianca Berlinguer, primogenita dei quattro figli dello storico leader del Pci Enrico Berlinguer e della giornalista televisiva Letizia Laurenti, volto televisivo del Tg3 delle 19, caldeggiato dai dalemiani e dall’ala sinistra del Pd, alla fine hanno convenuto tutti.
Dopo Daniela Brancati e Lucia Annunziata, Berlinguer è la terza donna a dirigere il telegiornale della terza rete. Nata a Roma ma “sarda a metà “, viste le origini del padre, 49 anni, una figlia (Giulia, 10 anni), è la compagna dell’ex senatore Luigi Manconi. Dopo gli studi al classico e quelli di lettere interrotti poco prima della tesi, muove i primi passi collaborando giovanissima con Il Messaggero e L’Espresso. Nel 1985 entra come programmista regista nella redazione di ‘Mixer’ di Giovanni Minoli (Raidue) e con lui continua a collaborare fino all’89: “Cominciare lavorando in una trasmissione come quella mi ha permesso di approfondire anche tecnicamente questo mestiere in tempi e modi che in un tg non sarebbero stati consentiti”, dice Bianca Berlinguer. È quindi praticante al Radio Corriere Tv e nel 1990 diventa giornalista professionista. Nel 1991 entra in pianta stabile al Tg3.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 399, Ottobre 2009)

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Cambio ai vertici dell’affiliata italiana di Philip Morris. Nominati Eleonora Santi, Gianluca Iannelli e Mirko Vaccaro

Cambio ai vertici dell’affiliata italiana di Philip Morris. Nominati Eleonora Santi, Gianluca Iannelli e Mirko Vaccaro

Malagò (Coni) sulla riapertura degli stadi: speriamo novità in settimana, ma così è difficile fare marketing e sinergia commerciale

Malagò (Coni) sulla riapertura degli stadi: speriamo novità in settimana, ma così è difficile fare marketing e sinergia commerciale

Il sogno del Festival della Mente nell’anno della pandemia, fra numeri e futuro

Il sogno del Festival della Mente nell’anno della pandemia, fra numeri e futuro