EDITORIA: FNSI-CDR, NO CANCELLAZIONE CENTINAIA TESTATE/ANSA

POL:EDITORIA
2009-12-07 18:04
EDITORIA: FNSI-CDR, NO CANCELLAZIONE CENTINAIA TESTATE/ANSA
SINDACATO ANNUNCIA BATTAGLIA CONTRO EMENDAMENTO FINANZIARIA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 7 DIC – La Fnsi e il coordinamento dei comitati di redazione annunciano battaglia contro la ‘cancellazione’ del diritto soggettivo dei giornali di idee, di cooperative e di partito a percepire dal 2010 i contributi ‘diretti’ previsti dallo Stato. Quotidiani di lungo corso come l’Avvenire, il Secolo d’Italia, L’Unità  e Il Manifesto; testate più giovani come Europa e La Padania, e anche decine di piccole tv, cooperative, espressioni del terzo settore. Il sindacato unitario – insieme ai cdr – lancia un appello pressante al Parlamento perché blocchi “questa operazione che mette a rischio il pluralismo dell’informazione nel Paese”. Oggi la Federazione, con il presidente Roberto Natale, ha riunito intorno a un tavolo i cdr per definire una serie di iniziative da prendere dopo quanto accaduto in commissione Bilancio che ha dato il via libera alla Finanziaria 2010. All’interno del nuovo testo l’emendamento del Governo che anticipa la soppressione del diritto soggettivo dei contributi all’editoria. La norma, se definitivamente approvata, “metterebbe a rischio di chiusura un centinaio di testate, causerebbe la perdita di circa 2000 posti di lavoro giornalistico e di altrettanti poligrafici”. Natale ha contestato il merito e il metodo seguito dal governo che ha impedito ogni forma di discussione e di miglioramento del testo. “Con un colpo di mano – dice la Fnsi – il Governo e la maggioranza hanno improvvisamente cancellato il ‘diritto soggettivo’ dei giornali di idee, di cooperative e di partito a percepire dal 2010 i contributi ‘diretti’ previsti dallo Stato contraddicendo impegni assunti dal Parlamento e dallo stesso Governo. Si tratta di una scelta molto grave che mette a repentaglio la possibilità  stessa per un centinaio di testate dei più diversi orientamenti politici e culturali di continuare a offrire informazione e dibattito di idee. Si rendono incerte risorse necessarie per la loro esistenza, senza tra l’altro alcuna ‘bonifica’ del settore a favore delle testate che realmente sono in edicola. Così molti posti di lavoro saranno a rischio e le aziende avranno la reale difficoltà  ad approvare i bilanci per il prossimo anno”. Con la Federazione e i Comitati di redazioni anche l’Associazione Articolo 21 guidata da Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita, senatore del Pd. “Le decisioni del governo in materia di editoria – dicono Giulietti, Federico Orlando e Tommaso Fulfaro – rappresentano un colpo quasi mortale per decine e decine di testate. Invece della annunciata riforma è arrivato il plotone di esecuzione. L’associazione parteciperà  a tutte le iniziative che saranno decise dalle associazioni del settore”. “Gravissimo colpo di mano”, lo definisce Vincenzo Vita. “Senza alcun preavviso – aggiunge – il governo ha introdotto un comma 53/bis nel lungo emendamento apportato al testo originario, in cui si fa piazza pulita del ‘diritto soggettivo’ delle testate ad avere le provvidenze fin dal prossimo anno. Ciò che fa specie, come è stato denunciato dal gruppo del Partito democratico alla Camera, è che gli emendamenti soppressivi di tale comma presentati da Pd, Lega, Alleanza nazionale non siano neanche stati votati. Un colpo di mano nel colpo di mano. A questo punto non rimane che aprire una vertenza straordinaria, affinché il governo e la maggioranza mutino posizione. Va appoggiata con grande impegno l’iniziativa che proprio in queste ore stanno assumendo la Federazione della Stampa, i comitati di redazione e le organizzazioni sindacali. Va rivolto un appello, infine, al sottosegretario Bonaiuti che – conclude Vita – ha la delega all’informazione perché rispetti le parole che pure sull’argomento aveva dato nelle passate settimane, del tutto diverse da ciò che è accaduto”.(ANSA).
SN/ S0A QBXB

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