RAI: RIZZO NERVO, PREOCCUPATO PER OMISSIONE NOTIZIE E PASTONI MARMELLATA

RAI: RIZZO NERVO, PREOCCUPATO PER OMISSIONE NOTIZIE E PASTONI MARMELLATA
(ASCA) – Roma, 9 dic – ”Sono molto preoccupato per lo stato di salute dell’informazione del servizio pubblico. Con poche eccezioni vi e’ ormai un vero e proprio timore nei confronti delle notizie e dei fatti che possono non essere graditi dal governo e dalla maggioranza che lo sostiene per cui sempre piu’ spesso o su di essi cala il silenzio o vengono inseriti in pastoni marmellata che li rendono incomprensibili al telespettatore”. Comincia cosi’ la lettera che il consigliere della Rai, Nino Rizzo Nervo ha inviato al presidente, Paolo Garimberti per denunciare lo stato dell’informazione del servizio pubblico, resa poco credibile anche dall’omissione di alcune notizie. ”Se e’ vero che il servizio pubblico radiotelevisivo non puo’ e non deve essere antigovernativo – scrive il consigliere Rai – e’ altrettanto vero che non puo’ e non deve essere filogovernativo. Passa attraverso questo sentiero, purtroppo ormai sempre piu’ stretto, la differenza tra televisione pubblica e televisione di Stato”. ”Come giudicare del resto – chiede Rizzo Nervo – l’omissione da parte del Tg1 delle 20 del violento attacco di un partito di governo all’arcivescovo di Milano? Un silenzio giornalisticamente ingiustificabile durato due giorni, il 6 e il 7 dicembre, rotto per ‘necessita’ istituzionale’ soltanto ieri visto l’intervento del Capo dello Stato. Un ministro della Repubblica che paragona un cardinale, capo della piu’ grande diocesi del mondo, a un ‘sacerdote mafioso’ e’ una notizia o no? E le dure reazioni non solo del mondo politico sono una notizia o no? Cosi’ come il riconoscimento da parte di Vittorio Feltri, lo scorso 4 dicembre, di aver compiuto un errore nei confronti dell’ex direttore dell’Avvenire era una notizia o no, soprattutto in considerazione del massacro mediatico anche televisivo che porto’ alle dimissioni di Dino Boffo?”.

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(ASCA) – Roma, 9 dic – ”Non consentire al Tg3 una trasmissione speciale con collegamenti in diretta dalla piazza in occasione, il 5 dicembre scorso, del ‘No Bday’ – continua il consigliere Rai – e’ stata forse una scelta dignitosa per un servizio pubblico? La prima manifestazione organizzata in Italia dal cosiddetto ‘popolo della rete’, a prescindere dal suo significato politico, era in se’ un fatto che giustificava, all’interno dell’intera programmazione della Rai, un approfondimento di 50 minuti (non quindi la diretta dell’intera manifestazione) cosi’ come aveva giustamente chiesto il direttore del Tg3 o no?”. ”Per non parlare – conclude Rizzo Nervo – dell’umiliante ritardo (50 minuti!) a notte fonda della messa in onda della puntata di venerdi’ su Rai2 dell’ ‘Era glaciale’ solo perche’ una nota artista si era permessa di criticare il governo Berlusconi. Oggi vengo a sapere tra l’altro che la trasmissione di Daria Bignardi non riprendera’ come previsto a gennaio. E’ far dietrologia a questo punto sospettare che si tratti di un’odiosa e ingiustificabile ritorsione? Questi esempi, caro Presidente, mentre non dimentico l’immotivata rimozione del direttore di Rai3, devono farci riflettere sulla necessita’ di un forte e non rinviabile intervento in difesa dell’autonomia di questa azienda per il rispetto che dobbiamo al Paese e al nostro ruolo di garanti di un’informazione corretta ed imparziale”.

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