Editoria/ Beni (Arci): Tremonti taglia la libertà  d’informazione

Apc-Editoria/ Beni (Arci): Tremonti taglia la libertà  d’informazione
Salvaguardare diritto soggettivo delle testate a contributi Stato

Roma, 9 dic. (Apcom) – L’abolizione del diritto soggettivo delle testate di partito e cooperative al contributo pubblico per l’editoria mette a rischio la libertà  d’informazione. Lo dice in una nota Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci. “Sono 92 – sottolinea Beni – le testate ‘di idee, di cooperative e di partito’ interessate dall’emendamento inserito all’ultimo minuto nel maxiemendamento alla Finanziaria, che è in palese contrasto con gli impegni assunti dal Parlamento e dallo stesso governo.
L’articolo 53bis cancella infatti, a partire dal 2010, il diritto soggettivo di queste testate a percepire i contributi diretti dello Stato. Si tratta di un vero e proprio colpo di mano, che ne mette a rischio la possibilità  di sopravvivenza, con ricadute gravissime sul pluralismo dell’informazione e sui livelli occupazionali nel settore”.

“Il contenuto del provvedimento – dice ancora Beni – stabilisce l’esatto contrario di quanto contenuto nel regolamento per l’editoria predisposto dal sottosegretario Bonaiuti, già  lungamente discusso in Parlamento e in attesa del parere del Consiglio di stato per entrare in vigore. Il diritto al contributo certo e discendente dalla legge viene trasformato in un eventualità  e per un importo stabilito di volta in volta dal governo, esponendo gli organi di informazione a discrezionalità  e incertezza. Di sicuro si limita enormemente la libertà  se la possibilità  di stampare dipende dalle decisioni del governo. E questo in un panorama già  molto preoccupante, segnato dal conflitto di interesse e dalla concentrazione in pochi grandi gruppi economico-editoriali della maggior parte dei media e delle risorse pubblicitarie”.

“Di fronte alle proteste, anche di molti esponenti della maggioranza, il governo – prosegue il presidente dell’Arci – avrebbe promesso di ripristinare il diritto soggettivo ai fondi pubblici nel decreto milleproroghe che verrà  approvato entro la fine dell’anno. Di certo c’è che questo governo, di fronte alla più grave crisi economica del dopoguerra, continua ad agire ‘a vista’, senza una strategia complessiva e con misure per lo più estemporanee volte solo a far cassa. E così può capitare – conclude Beni – che sotto la mannaia del Tesoro finisca anche la libertà  e il pluralismo dell’informazione”.

Red/Bar

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