TELECOM:BERNABE’, NO A ALCHIMIE FINANZE E SCORPORO RETE/ANSA

TELECOM:BERNABE’, NO A ALCHIMIE FINANZE E SCORPORO RETE/ANSA
OPERAZIONI COME ’99 DEVASTANTI;E MANAGER LANCIA IL ‘CUBO’ PER TV
ROMA
(di Domenico Conti) (ANSA) – ROMA, 13 DIC – “No” alle pressioni su Telecom Italia per lo scorporo della rete, che avrebbe conseguenze “devastanti” sul futuro dell’azienda: un’ipotesi che precipiterebbe Telecom nelle difficoltà  successive all’opa di Colaninno nel 1999, schiava di “alchimie finanziarie”. L’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabé, non dismette i panni del “combattente” che lo videro opporsi fino alla fine all’opa dei capitani coraggiosi nella primavera di un decennio fa: all’ipotesi, circolata per mesi, di una sua imminente dipartita dai vertici della società  ricorda una battuta di Mark Twain: “Le notizie sulla mia morte sono fortemente esagerate”. Ma soprattutto, intervistato su Rai Tre alla trasmissione “In Mezz’ora”, Bernabé respinge al mittente l’ipotesi di far confluire in una nuova società  le sue attività  sulla banda larga. Dove, peraltro, Telecom “investirà  oltre tre miliardi di euro nei prossimi tre anni”. E la prossima settimana – preannuncia il manager che lasciò la guida del gruppo proprio nel 1999, per tornarvi nel 2007 durante il governo Prodi – è in arrivo una novità : “annunceremo – spiega all’intervistatrice Lucia Annunziata – una innovazione molto importante, un oggetto che presenteremo alla comunità  di Internet e che si chiama il ‘Cubo’: avrà  l’obiettivo di trasformare il modo in cui vediamo la televisione” e sarà  “una sorta di decoder unico”. Per il manager di Vipiteno “é fortemente esagerato” parlare di uno scontro con il governo sull’ipotesi – prevista nel piano predisposto dal consulente dell’esecutivo Francesco Caio – che prevede la creazione di una newco per la realizzazione della rete di nuova generazione con azionisti come Telecom, Vodafone, Fastweb, ma anche Ericsson, Poste e Ferrovie e che coinvolgerebbe anche Cassa depositi e prestiti. E al vice-ministro delle Comunicazioni “va dato atto – prosegue Bernabé – di avere un piano per portare l’intera popolazione ad accedere la banda larga”. Telecom la sua parte la sta facendo, spiega un Bernabé più combattivo che mai. Ma altolà  verso ipotesi di scorporo della rete: “la rete non è stata scorporata in nessun paese al mondo” e “non si vede perché si debba farla in Italia”, e d’altra parte all’estero “le reti di nuova generazione sono state fatte dallo Stato”. E nel respingere ipotesi di smembramento e scorciatoie finanziarie, Bernabé si rifà  agli eventi di 10 anni fa. “Nel 1999 considerai l’opa su Telecom l’inizio di un problema gravissimo, i debiti sarebbero stati scaricati sulla società , che avrebbe dovuto disinvestire le sue partecipazioni all’estero”. Ora – dice Bernabé – “succede esattamente la stessa cosa e ci sono le stesse pressioni nei miei confronti”. E “tutte le pressioni che mi arrivano, per uno scorporo, per operazioni finanziarie straordinarie, sono pressioni che io respingo esattamente esattamente con la stessa intensità  di allora, perché ritengo che sarebbero gravi e devastanti per la potenzialità  e il futuro dell’azienda”. Senza sposare le ipotesi di un interesse di Mediaset vista l’importanza della rete a banda larga per il futuro della televisione (non credo a nessuna teoria cospiratoria”), Bernabé respinge con fermezza anche l’ipotesi che sia Telefonica, azionista spagnolo di peso in Telecom, a dettare le sue mosse: “non so di cosa si stia parlando”. (ANSA).
DOC/ R64 S0A QBXB

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