AVVENIRE: WEB; NO A CENSURA MA LIMITI IN CODICE PENALE

POL:AVVENIRE
2009-12-16 10:57
AVVENIRE: WEB; NO A CENSURA MA LIMITI IN CODICE PENALE
CITTA’ DEL VATICANO
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 16 DIC – No a censure della Rete ma sì a una regolamentazione che passi, comé è per la stampa, attraverso l’applicazione del codice penale. E’ quanto propone un editoriale del quotidiano cattolico Avvenire dopo l’aggressione subita dal premier Silvio Berlusconi e il proliferare sulla Rete di siti e gruppi inneggianti al gesto. Il tema della libertà  di espressione, avverte Avvenire, “é quanto mai spinoso” come testimonia il fatto che “grandi democrazie che ci hanno preceduto di qualche anno nell’uso capillare della Rete” “non hanno trovato una riposta” ancora “se non quella di interventi casuali e mirati nei confronti di siti negazionisti o neonazisti o inneggianti all’odio razziale”. Ciò rappresenta, afferma Avvenire, “senza dubbio una forma di censura”, “in quei casi giustificabile, ma che, se estesa e incontrollata, ci porta fatalmente a quelle nazioni – come Cuba, la Cina, la Corea del Nord, l’Iran, la Libia, la Siria – che imbrigliano e inibiscono a tal punto la navigazione su Internet da renderla quasi impossibile”. Eppure, prosegue il quotidiano dei vescovi, “ogni democrazia si deve obbligatoriamente dare dei limiti e dei confini per poter sopravvivere. Uno dei quali – propone -, per la Rete e i suoi eccessi, potrebbe e forse dovrebbe essere il codice penale, così come accade per la stampa”. Si tratta, per Avvenire, dello “stesso crinale che separa in buona sostanza la democrazia dall’anarchia, ma la cui delicatezza è somma e il cui maneggio abbisogna di grande cura e altrettanta saggezza, giuridica e politica. Altrimenti – conclude – è l’arbitrio”. (ANSA).
Y43/ S0A S91 QBXB

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