Il consigliere poliglotta

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Parla ben cinque lingue, ma sono pochi quelli che hanno avuto occasione di sentire la sua voce. Il suo volto però lo conoscono in molti: da anni spunta sempre accanto a quello di Silvio Berlusconi. Quando il premier si trova all’estero sono rare le riprese televisive in cui non compaia anche Valentino Valentini, l’unico dello staff che sia riuscito a far superare al premier la nota idiosincrasia per la barba. Onnipresente più di Paolo Bonaiuti, è lui la vera ombra di Berlusconi. Da anni lo segue ovunque, sia nei viaggi pubblici sia in quelli privati. Quando nell’ottobre scorso il premier si rifugiò dall’amico Putin, facendo perdere le sue tracce per un paio di giorni, oltre alla scorta c’era soltanto Valentini: il fidatissimo assistente, nonché deputato alla seconda legislatura.
Consulente per gli affari esteri, viene definito dallo staff del premier. Ma le cronache di volta in volta lo hanno battezzato come il segretario particolare, il collaboratore, l’uomo di fiducia. E come tale Valentini si comporta: con gli altri parla poco, quasi nulla, tanto meno con i giornalisti. Del premier è invece da anni l’interprete personale nei colloqui con i grandi della terra. A lui toccano le traduzioni più delicate, quelle riservatissime dei faccia a faccia: che si parli di politica o di affari, a Bruxelles come a Mosca, negli Stati Uniti come negli Emirati. Di persona o al telefono, c’è sempre lui al fianco di Berlusconi.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 401 – dicembre 2009