I buoni esempi

Intesa Sanpaolo si affida ancora al cinema per fare emergere le storie nascoste che testimoniano l’ottimismo del fare, della ricerca, dell’invenzione “Una banca riceve fiducia e dà  fiducia: alla fine la fiducia è il nostro mestiere. E il cinema può giocare un ruolo molto importante nel ricostruire la fiducia, perché la fiducia ha bisogno di memoria e visione, del passato e del futuro, e ha bisogno di esempi in cui riconoscersi e con cui confrontarsi”. Così l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera ha spiegato gli obiettivi della seconda tappa del progetto ‘perFiducia’, con cui l’istituto vuol fare emergere storie italiane nascoste, individuali o collettive, che testimoniano l’ottimismo del fare, della ricerca e dell’invenzione. E tra le eccellenze del Paese c’è proprio il cinema, al cui linguaggio Intesa Sanpaolo ha affidato il compito di raccontare “l’Italia che ce la fa e vuol rimettersi in moto, al cui servizio si sono messe le banche”.
La prima fase di ‘perFiducia’ era partita ai primi di marzo con il lancio sulle reti televisive nazionali (on line su Internet e proiettati nelle sale dei circuiti Sipra e Opus Proclama) di tre corti cinematografici, affidati alla regia di tre registi del calibro di Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores e Paolo Sorrentino. “Il riscontro è stato eccellente”, commenta Vittorio Meloni, direttore della comunicazione di Intesa Sanpaolo. “In un mese e mezzo sul sito web (www.perfiducia.com) ci sono state 500mila visite e su YouTube il film di Sorrentino ha registrato 65mila visualizzazioni. I film hanno ricevuto importanti riconoscimenti, anche a livello internazionale. Insomma siamo rimasti soddisfatti e abbiamo pensato di trasformare ‘perFiducia’ in un format centrato sulla comunicazione cinematografica. Per cui, abbiamo chiesto a Olmi, Salvatores e Sorrentino di indicarci degli autori cinematografici emergenti a cui affidare ‘perFiducia2’ in coerenza con i valori espressi dai film della prima edizione. Valori in cui la banca si riconosce e identifica.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 401 – dicembre 2009

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