da direttore ad interim a direttore di ‘Avvenire’

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Ha passato 82 giorni con il saio da direttore ad interim, facendo il giornale senza lasciarsi distrarre dal risuonare dei nomi dei possibili successori di Dino Boffo, come Gianfranco Fabi, Domenico Delle Foglie, Roberto Righetto, Giacomo Scanzi, Massimo Franco, Angelo Scelzo, perfino Magdi Cristiano Allam (ma era una boutade on line dei papaboys).Alla fine, il 24 novembre, il consiglio di amministrazione presieduto dal vescovo di Albano, Marcello Semeraro, ha nominato direttore proprio lui, riconoscendogli francescana umiltà  (è umbro di Assisi), scoutistica vocazione al sacrificio (è stato capo dell’Agesci) e capacità  professionali tali da portare Avvenire fuori dalla trappola confezionatagli dal Giornale di Vittorio Feltri. Oltre alla conoscenza dei fatti della Chiesa e della politica maturati in quindici anni da editorialista.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 401 – dicembre 2009