TV:DOPO POLEMICHE STOP A NUOVI TETTI PUBBLICITA’ SU PAY/ANSA

TV:DOPO POLEMICHE STOP A NUOVI TETTI PUBBLICITA’ SU PAY/ANSA
SI LAVORA A SCHEMA DECRETO; FIEG CHIEDE NORME SEVERE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 16 DIC – Niente rimodulazione dei tetti di affollamento pubblicitario per la pay tv nello schema di decreto legislativo, destinato a recepire la nuova direttiva Ue in materia di servizi audiovisivi, che arriverà  domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. Stando alle indiscrezioni, non sarebbe prevista una riduzione del limite orario (si era detto dal 18 al 12%) nel testo del provvedimento, al quale comunque si lavora ancora in queste ore. Intanto la Federazione degli editori chiede norme severe su product placement (l’inserimento di prodotti reclamizzati negli spettacoli tv) e l’inserimento delle telepromozioni entro il tetto orario degli spot. Dopo le polemiche sollevate ieri dall’opposizione contro una disposizione definita ‘salva-Mediaset’ e bollata come tentativo di tarpare le ali alla crescita di Sky, la frenata – a quanto si apprende – sarebbe arrivata su iniziativa da una parte del ministro delle politiche europee Andrea Ronchi, che avrebbe sottolineato l’eccesso di delega per il corposo provvedimento sulle tv inserito appunto nella direttiva Ue, dall’altra del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che avrebbe lasciato intendere di avere perplessità , in quanto si tratta di una materia delicata e, in questo momento, sarebbe poco opportuno far riaprire contenziosi sul tema del conflitto d’interessi e di tv. Lo schema di decreto – che in ogni caso va varato domani, pena la scadenza (il 19 dicembre) della delega per il recepimento della direttiva europea – potrebbe accogliere le nuove norme sul product placement, punto sul quale oggi si fa sentire la Fieg, che da sempre lamenta uno squilibrio nel mercato delle risorse pubblicitarie che penalizza la stampa a favore della tv: per gli editori, tale pratica “dovrebbe essere fortemente limitata sia nel numero degli inserimenti sia nella durata del messaggio, per evitare il paradosso che gli spot pubblicitari televisivi siano sottoposti al limite orario, mentre una pratica potenzialmente più pericolosa, come il product placement, no”. La Fieg sottolinea inoltre la “necessità  di recepire integralmente quanto previsto dalla nozione di pubblicità  della direttiva europea così da considerare le telepromozioni a tutti gli effetti ‘spot televisivi pubblicitari’ e, di conseguenza, conteggiarle ai fini del rispetto del limite orario di affollamento pubblicitario”. Restano aperte altre due questioni: la possibile revisione delle norme a a sostegno della produzione indipendente (l’obbligo per le emittenti di riservare una quota del 10% a film e fiction prodotti in Italia o in Europa e di investire nel settore il 10% degli introiti) e l’ipotesi di nuove disposizioni per le dirette di eventi via Internet. (ANSA).
MAJ/ S0A QBXB

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