RAI: RIZZO NERVO, BLITZ SU VICEDIRETTORI, HO LASCIATO CDA

POL:RAI
2009-12-17 17:25
RAI: RIZZO NERVO, BLITZ SU VICEDIRETTORI, HO LASCIATO CDA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 17 DIC – “Nel giorno in cui si cominciavano ad approfondire il piano di risanamento aziendale ed il budget per il 2010, i lavori del consiglio sono stati strozzati per consentire la nomina di ventidue vicedirettori in alcune testate ed altre strutture aziendali, le cui proposte sono state distribuite appena mezz’ora prima della loro votazione. Non condividendo il metodo, ed in molti casi la sostanza, delle proposte ho abbandonato i lavori”: a dirlo è il consigliere di amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo. “E’ irragionevole e contraddittorio che in un momento di crisi che potrebbe portare anche a scelte non indolori sul perimetro delle attività  aziendali – spiega Rizzo Nervo – si decida di aumentare il numero dei dirigenti. Un esempio su tutti: mentre il piano di risanamento presentato dal direttore generale prevedeva una riduzione dell’offerta di Rai Internazionale, nella struttura che conta circa 50 giornalisti sono stati nominati ben cinque vicedirettori (uno ogni dieci), pur essendovi già  due vicedirettori non utilizzati nelle loro funzioni. Così come è stato aumentato il numero dei vicedirettori della TgR, di Isoradio, della direzione Palinsesto e marketing e della direzione Innovazione prodotto”. “Il metodo dei pacchetti di nomine lasciati aperti sino all’ultimo momento, tant’é che le proposte sono giunte durante i lavori consiliari – insiste il consigliere – è la prova inoltre di una procedura poco trasparente che ha inevitabilmente condizionato le autonomie dei direttori di testata, determinando in alcuni casi anche scelte di basso profilo professionale. Per questi motivi non vi era alcun senso che io restassi in consiglio ed ho preferito manifestare il mio dissenso non partecipando alla votazione che peraltro era in premessa blindata dalla maggioranza. Il mio rifiuto a partecipare a lunghe e defatiganti trattative sulle nomine è stato sino ad ora e continuerà  ad essere assoluto. Per questo continuerò a giudicare metodo e nomine soltanto quando le proposte della direzione generale sono formalizzate in consiglio di amministrazione, continuando però a denunciare pubblicamente la distorsione di un sistema che lede l’autonomia di questa azienda e mortifica professionalità  e merito come mai è avvenuto in passato. Mi preoccupa la diffusa mancanza di consapevolezza che così facendo si toglie credibilità  e legittimazione al servizio pubblico determinandone al più presto la sua fine”. (ANSA).
COM-MAJ/ S0A QBXB

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