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TV: 38 ORE GIORNO A RISCHIO LITE E POLITICI COME ULTRAS/ANSA

TV: 38 ORE GIORNO A RISCHIO LITE E POLITICI COME ULTRAS/ANSA
STUDIO CON 130 ESPERTI, COSI’ TV CATTIVA MAESTRA COMPORTAMENTO
ROMA
(ANSA) – ROMA, 20 DIC – Su Rai, Mediaset e La7 oltre 38 ore al giorno di programmazione a rischio lite, urla e sopraffazioni e i politici come ultras. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’associazione Comunicazione Perbene, che lancia una campagna per fermare la violenza sui media. A guadagnarsi la maglia nera più di trasmissioni sportive e reality sono i Tg (da bollino rosso per il 71% degli esperti intervistati) e i programmi di informazione. Ad alzare i livelli dell’urlometro mediatico sono soprattutto i politici (come evidenzia il 67% degli esperti): dove sono presenti in media si registra 1 ‘comportamento scorretto’ ogni 3 minuti di messa in onda. Ad essere sotto accusa oltre ai litigi, gli insulti (indicati dall’85%), le urla (73%) e il sovrapporsi agli altri (66%), il tutto con possibili effetti (anche gravi, come sostiene il 69% degli intervistati) soprattutto sul pubblico dei più giovani. Un modello simile e il continuo bombardamento di liti, urla e gesti di intolleranza, possono infatti portate ad un aumento dell’aggressività  (46%), all’insorgere di stati d’ansia (39%), per arrivare a intolleranza e persino sociopatie. L’associazione non profit Comunicazione perbene ha intervistato 130 esperti tra psicologi, psicopedagogisti, sociologi ed esperti di media, e ha condotto un monitoraggio del web e delle reti nazionali per individuare che spazio hanno, ogni giorno litigi, risse, comportamenti e atteggiamenti aggressivi e diseducativi all’interno dei media. E se la Tv è la prima accusata, come sostiene il 75% degli esperti, non è la sola: a salire sul banco degli imputati ci sono anche i nuovi media, capeggiati da Internet che contribuisce ad aumentare il clima di aggressività  (48%). Il web, infatti, è diventato un terreno di scontro, dove il ‘pubblico’ prende parte in modo attivo a litigi, insulti e risse. Emerge insomma una situazione che gli esperti giudicano molto rischiosa e che secondo il 69% degli esperti potrebbe avere serie ripercussioni, soprattutto sui bambini e gli adolescenti. “La tv è il medium preferito degli italiani e dovrebbe essere uno strumento di informazione o intrattenimento – dice Saro Trovato, presidente di Comunicazione Perbene -, non una sorta di arena dove a dominare sono liti e violenza. Di fatto il piccolo schermo ha una incredibile capacità  di influenzare comportamenti e atteggiamenti, nel bene e nel male. E una Tv dove ogni giorno in decine di trasmissioni vengono proposti comportamenti scorretti non è certo una buona maestra. Oltre alla frequenza con cui litigi e aggressioni verbali si susseguono a preoccupare, come sostengono gli esperti intervistati, è l’atteggiamento di routine con cui vengono accolte le manifestazioni più estreme, come litigi, insulti e prevaricazioni, cosa che crea una sorta di complicità  con lo spettatore e contribuisce a far entrare a tutti gli effetti la rabbia incontrollabile nel comportamento comune”. (ANSA).
MA/ S0B QBXB