MEDIASET: GIORNO DI SCIOPERO TRA PRESIDI E POLEMICHE/ANSA

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MEDIASET: GIORNO DI SCIOPERO TRA PRESIDI E POLEMICHE/ANSA
ROMA
(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) – ROMA, 10 GEN – Pochi effetti visibili ma molte polemiche nel primo giorno di sciopero dei lavoratori Mediaset proclamato dai sindacati della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil contro la cessione del ramo d’azienda che riguarda la sartoria, il trucco e l’acconciatura. I lavoratori oggi hanno formato piccoli presidi di protesta davanti agli studi di Roma e di Cologno Monzese mentre non è mancata la polemica politica, ma le trasmissioni sono andate avanti tranquillamente mentre si ipotizzano possibili difficoltà  domani per Il Grande fratello che pure è annunciato regolarmente in onda. Lo sciopero è stato indetto dalle Segreterie nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl E Uilcom-Uil per i lavoratori del Gruppo Mediaset (Videotime, RTI, Elettronica Industriale) oggi e domani, ed ha aderito anche lo Slai-Cobas. Ma Emilio Miceli, segretario generale Slc/Cgil nazionale, sostiene che “l’azienda sta tentando in tutti i modi di mantenere la programmazione e lo sta facendo usando anche mezzi dubbi sul piano della legittimità , tali da rendere possibile il ricorso per attività  antisindacale”. Parla Miceli di “collaboratori occasionali mobilitati, dirigenti e quadri aziendali comandati a mansioni diverse al solo scopo di raffigurare una normalità  che non c’é né nei tg, dove ci sono stati finora diversi interventi telefonici e non da video, né nel format pomeridiano, pre registrato, né per ‘Controcampo’ per il quale si ipotizza un trasferimento a Torino. Chiediamo all’azienda di fare un passo indietro”. Nel corso dell’edizione delle 13 del Tg5 è stato letto un comunicato di solidarietà  da parte del Comitato di redazione della testata ai lavoratori in sciopero. Il Cdr del Tg5 condivide “il timore espresso dai colleghi di Videotime-Mediaset che il progetto di cessione di questo ramo d’azienda possa essere l’inizio di un processo di affidamento di lavoro in appalto, che nell’ambito delle più generali trasformazioni dei settore televisivo, potrebbe coinvolgere altri settori, sedi o attività  del gruppo Mediaset nel suo complesso”. Da parte sua l’azienda, in un altro comunicato letto sempre in diretta, “rassicura i dipendenti” spiegando che l’operazione “non avrà  alcun effetto sull’occupazione o sulla condizione retributiva” dei lavoratori coinvolti che, assicura Mediaset, avranno “posto di lavoro assicurato”. Inoltre l’azienda sottolinea che considera sempre “strategica l’attività  televisiva”. Polemica anche sul fronte politico dove dal Pd Vincenzo Vita sottolinea che “fa specie che proprio una dirigente sindacale come Renata Polverini, candidata alla Regione Lazio, abbia rilasciato una lunga intervista al Tg5 nel giorno dello sciopero dei lavoratori del gruppo”. Per il senatore “forse distratta, forse disattenta, certo la Polverini poteva evitare una simile e sgradevole gaffe”. Per Maurizio Zipponi, responsabile lavoro e welfare dell’Italia dei valori “lo sciopero di oggi, pur riguardando per Mediaset un numero limitato di persone, un sintomo che segnala, anche per l’azienda di Berlusconi, una nuova fase di destrutturazione attraverso processi di esternalizzazione”. Per questo Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, chiede che “il governo che ha già  fatto tante norme a favore delle proprietà  del presidente potrebbe oggi attraverso il ministro del lavoro chiedere al presidente editore di invitare i dirigenti della sua azienda a ritirare i provvedimenti che hanno determinato la proclamazione dello sciopero odierno. Sarebbe un bel gesto davvero degno di un sedicente partito dell’amore”.(ANSA).
STF/ S42 S0A QBXB