TV: NON SOLO NUOVI TETTI SPOT, DECRETO ROMANI A CAMERE/ANSA

Condividi

TV: NON SOLO NUOVI TETTI SPOT, DECRETO ROMANI A CAMERE/ANSA
CAMBIA TUTELA PRODUZIONE INDIPENDENTE, ARRIVA PRODUCT PLACEMENT
ROMA
(ANSA) – ROMA, 12 GEN – Non solo nuovi tetti di affollamento orario della pubblicità  per la pay tv. Il decreto Romani, cioé lo schema di decreto legislativo di recepimento della nuova direttiva Ue in materia di tv che domani inizia il suo iter parlamentare, contiene alcune importanti novità , alcune delle quali destinate probabilmente a far discutere. Il cammino del provvedimento, comunque, è già  definito: domani sarà  in commissione Lavori Pubblici al Senato, giovedì all’attenzione delle commissioni Cultura e Trasporti della Camera, per il previsto parere non vincolante che va acquisito entro il 26 gennaio, prima del varo definitivo da parte del Consiglio dei ministri. Il punto più noto è il taglio progressivo al tetto orario degli spot per i canali a pagamento (satellite e digitale terrestre), che scenderà  al 16% dal 2010, al 14% dal 2011, e, a regime, al 12% a decorrere dal 2012. La riduzione, spiega il ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni, è “pienamente conforme con la disciplina comunitaria” e punta a garantire l’utente della pay tv, che già  paga un abbonamento per vedere contenuti premium. L’opposizione, però, ha parlato di colpo a Sky (che dovrà  rinunciare, secondo alcune stime, a decine di milioni di introiti) e regalo a Mediaset. Altra novità  riguarda la tutela della produzione tv indipendente: si prevedono un obbligo di investimento di almeno il 10% degli introiti netti annui delle emittenti in opere europee e apposite sottoquote per il cinema italiano. Per l’opposizione, si tratta di un indebolimento delle norme in vigore (per la Rai, per esempio, la quota obbligatoria è attualmente pari al 15% dei ricavi). Il ministero spiega che con le nuove disposizioni le emittenti non potranno più scegliere tra obbligo di trasmissione e obbligo di investimento (che è il più gradito ai produttori), che la quota del 10% si calcola su tutti gli introiti e non più solo sul bilancio destinato alla programmazione e che vengono reintrodotte le sottoquote per i film italiani (da individuare, però, entro nove mesi dall’entrata in vigore del provvedimento). Il testo stabilisce inoltre che il ‘palinsesto televisivo’ è da una serie di programmi riuniti sotto lo stesso marchio editoriale: non rientrano in tale definizione né la ‘trasmissione differita dello stesso palinsesto’ (dunque, i cosiddetti canali +1, con i quali le emittenti ripropongono la stessa programmazione ritardata di un’ora) né la ‘prestazione, a pagamento, di singoli programmi o pacchetti di programmi’. Secondo alcune intepretazioni, questa norma consentirebbe a ai canali Mediaset +1 diffusi sul digitale terrestre di ‘sfuggire’ al tetto fissato dalla legge Gasparri, cioé il 20% dei programmi, sia in analogico sia in digitale. Nel mirino dell’opposizione è finita anche la norma che richiederebbe un’autorizzazione ministeriale per il live-streaming dei siti Internet. Secondo il ministero, si tratta soltanto di una comunicazione di inizio attività  per i siti con prevalenza di trasmissione di immagini in movimento. Tra le altre novità  del provvedimento, l’introduzione del ‘product placement’ (cioé l’inserimento di prodotti in film e fiction, con lo stop però a tabacco e derivati) e il rafforzamento delle norme a tutela dei minori (niente programmi porno tra le 7 e le 23, simboli visivi per le trasmissioni potenzialmente dannose, sistema di classificazione ad hoc adottato con decreto del ministro e apposito meccanismo di controllo parentale per i programmi criptati). (ANSA).
MAJ/ S0A QBXB