Ict/ Imprese chiedono modifica a decreto compensi copie private

Apc-*Ict/ Imprese chiedono modifica a decreto compensi copie private

Anie, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Asstel

Roma, 15 gen. (Apcom) – Il decreto che rivede i compensi per la copia privata in Italia penalizza l’innovazione e va modificato.
Lo affermano i presidenti di Confindustria Anie (imprese elettrotecniche ed elettroniche) Guidalberto Guidi, di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri, di Assinform, Paolo Angelucci e di Assotelecomunicazioni-Asstel, Stefano Parisi, che accolgono “con sorpresa” il provvedimento e chiedono al ministero dei Beni Culturali “di modificare il decreto ministeriale reso pubblico in data 14 gennaio dal Mibac, che rivede i compensi per la copia privata in Italia, ignorando completamente le raccomandazioni e le motivazione avanzate dall`industria”.

Il nuovo decreto, si legge in una nota congiunta, “stravolge il regime vigente relativo alle copie private di filmati, musica ed altri contenuti digitali, che il cittadino potrà  fare, introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità  di memoria degli apparecchi elettronici, che, com`è ben noto e grazie all`evoluzione tecnologica, è messa sul mercato dall`industria high tech a prezzi sempre più contenuti per capacità  di memorizzazione sempre maggiori. Questo decreto al contrario – prosegue la nota – introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell`apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sui costi sostenuti dagli utilizzatori. E`, a quanto ci risulta, l`unico esempio al mondo di penalizzazione dell`innovazione”.

Il consumatore, sostiene la nota, “è gravemente penalizzato dal nuovo metodo d`imposizione in quanto si vede costretto a pagare almeno tre balzelli (sui contenuti digitali acquistati, sull`apparecchio, sul supporto digitale), a prescindere dall`effettiva utilizzazione, che farà  effettivamente degli apparecchi acquistati. Ulteriore penalizzazione introdotta dal decreto è la sua estensione a tecnologie (cellulari, Pc, decoder, game console) che non hanno come funzionalità  principale la duplicazione di contenuti digitali. Il legislatore, nel giustificare tale estensione, si richiama alla situazione europea dove però 23 Paesi su 27 non prevedono alcun compenso sui telefoni cellulari mentre i Pc sono tassati in un solo Paese e nessuno tassa le game console”.

“Particolarmente iniqua – prosegue la nota – è la situazione che si viene a creare per i telefoni cellulari che nell`ipotesi di utilizzo per la fruizione di video e contenuti musicali prevedono già  il pagamento di apposite licenze da parte dell`utente determinando quindi una doppia ‘tassazione’. Risulta infine inaccettabile, contrariamente al dettato della legge che prevede che i compensi siano applicati solo le copie private siano effettuate da persone fisiche, la scelta di non escludere a priori gli apparecchi e supporti per gli usi professionali delle imprese e delle Pubbliche amministrazioni dall`ambito del decreto e di lasciare viceversa – conclude la nota – a Siae il compito di concludere di sua iniziativa eventuali accordi con le categorie interessate”.

Red-Pie

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