RAI: VIGILANZA, DOMANI SEMINARIO SU TV, SOCIETA’ E COSTUME

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RAI: VIGILANZA, DOMANI SEMINARIO SU TV, SOCIETA’ E COSTUME
TRA INTERVENTI QUELLI DI AVATI, BAUDO,COSTANZO,FRECCERO,CALABRO’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 18 GEN – ‘Tv, societa’ e costume. La Rai come rappresentazione e traino della realtà  culturale, civile ed etica del Paesé è il tema del secondo dei tre seminari organizzati dalla commissione di Vigilanza Rai, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, che si svolgerà  domani a Roma nella Sala degli Atti Parlamentari. I lavori saranno aperti dal presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, e si svolgeranno in due sessioni, una al mattino e un’altra nel pomeriggio. La formula, come nel primo seminario, é quella di una grande audizione pubblica nella quale i Commissari della Vigilanza interpellano i partecipanti. Nella prima sessione interverranno Pupi Avati, Alessandro Baricco, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo, Carlo Freccero, Umberto Galimberti, Aldo Grasso, Giancarlo Leone, mons. Vincenzo Paglia. Nella seconda Renzo Arbore, Jole Baldaro Verde, Bibi Ballandi, Massimo Bordin, Corrado Calabrò, Vincenzo Cerami, Paolo Crepet, Mihaela Gavrila, Giulio Malgara, Marcello Veneziani. Centrale sarà  il tema della qualità  televisiva con i compiti e le responsabilità  del servizio pubblico. “Tra questi – ha sottolineato Zavoli – la rappresentazione alla comunità  dei problemi del solidarismo non solo sociale, che deve promanare dalle leggi, ma quello più arduo e raro della sensibilità  popolare che vede diffondersi le distanze e le separazioni, le diffidenze e le intolleranze”. “Certo – ha aggiunto Zavoli – non la faremmo franca se negassimo alla Rai di essere, com’é in uso dire, il più grande laboratorio culturale e civile del Paese; ma ho qualche resistenza a credere che ciò si esprima pienamente secondo lo spirito e le modalità  di un ‘servizio pubblico’; e parrebbe dunque lecito domandarsi perché la politica non lasci a un’azienda di tanta rilevanza un’autonomia che, fatte salve le premesse istituzionali e statutarie, la lasci libera di gestire la sua sfera imprenditoriale e pienamente responsabile del problema di tutelare, ma anche produrre, cultura e civismo”. (ANSA).
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