Tv/ Su decreto rinvio parere Camere,possibili cambi su produzioni

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Tv/ Su decreto rinvio parere Camere,possibili cambi su produzioni

Agcom avverte Governo, no passi indietro su cinema

Roma, 19 gen. (Apcom) – Più tempo al Parlamento per esprimere il suo parere, calendario fitto di audizioni dei soggetti coinvolti e apertura del Governo a qualche modifica, in particolare sulle quote di produzioni indipendenti di cinema e fiction. Il cammino del decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue sulla tv senza frontiere e che modifica in diverse parti il testo unico sulla televisione si fa più lento e con più tappe. E dopo la protesta dei lavoratori di settore, le perplessità  nella stessa maggioranza e l’avvertimento dell’Agcom, è possibile che sulle quote di produzioni europee il Governo faccia un passo indietro.

Il testo abolisce le quote di produzione di opere cinematografiche e fiction indipendenti (riducendo dal 15 al 10 per cento il tetto per la Rai) e diminuisce anche le quote di investimento, adottando come base di calcolo non più il fatturato ma la programmazione. Vengono poi aboliti i diritti residuali, oggetto di un regolamento Agcom su cui era stato presentato ricorso da Mediaset e Sky. Modifiche che hanno aperto la protesta dei lavoratori del settore e sulle quali oggi si è detto contrario anche il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi che chiede sia “inalterata l`attuale disposizione contenuta nell`art.
44 del decreto legislativo n. 177/2005, riguardante le quote di programmazione di ‘prodotto audiovisivo europeo indipendente recente’ nelle fasce di massimo ascolto dei palinsesti televisivi, le quote di investimento riservate al cinema italiano e l’attribuzione ai produttori indipendenti dei diritti residuali”. Modificare quelle norme, dice poi il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, significherebbe fare “un passo indietro”. Su questo l’Authority, il cui Consiglio esaminerà  domani il decreto e che sarà  ascoltata in Parlamento, farà  una “segnalazione al Governo”.

Intanto oggi le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera e la Lavori pubblici del Senato hanno stabilito di organizzare un calendario di audizioni di tutti i soggetti coinvolti dal decreto, dalle emittenti Rai, Sky e Mediaset, alle associazioni dei produttori, a Google, Siae e Fnsi, che dovrebbero tenersi tra la fine di questa settimana e tutta la prossima. Al termine una discussione e l’espressione del parere non vincolante cui il Parlamento è chiamato, che dunque viene rinviato di una decina di giorni.

Soddisfatta l’opposizione. “il Parlamento si riappropria delle sue prerogative”, dice Michele Meta, capogruppo Pd in Commissione Trasporti. E il vice ministro Paolo Romani conferma l’atteggiamento di apertura del Governo: “è giusto che vi sia un approfondimento”. E assicura che il Governo ascolterà :”ho grande rispetto per il Parlamento”. Quanto alle norme sul cinema l’orientamento, a quanto si apprende, è di apertura, anche a possibili modifiche.