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GIORNALISTI: E’ MORTO ALBERTO RONCHEY

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(AGI) – Roma, 5 mar. – Alberto Ronchey si e’ spento venerdi’ scorso nella sua abitazione a Roma, ma, come da disposizioni, la notizia e’ stata diffusa dai familiari solo oggi ad esequie gia’ avvenute. Alberto Ronchey, nato a Roma il 26 settembre 1926, e’ stato giornalista e scrittore, ma anche ministro dei beni culturali nel governo Amato I e nel governo Ciampi.
Inizio’ giovanissimo la carriera giornalistica dirigendo il quotidiano ‘La voce repubblicana’, poi fu direttore de ‘La Stampa’ (1968-1973) e dopo ancora svolse un’intensa attivita’ pubblicistica come editorialista del Corriere della sera e di Repubblica, oltre che di alcuni settimanali.
Ronchey fu ministro per i beni culturali e ambientali nei governi Amato e Ciampi negli anni ’92-’94. Durante la sua esperienza ministeriale, nel ’93 fu promulgata una legge (detta proprio legge Ronchey) che riguardava la gestione dei servizi aggiuntivi negli istituti d’arte e antichita’ dello Stato. Dopo l’esperienza governativa, Ronchey fu presidente della societa’ Rizzoli Corriere della Sera (’94-’98).
A Ronchey si devono alcuni neologismi entrati ormai nel lessico comune: tra questi, la parola ‘lottizzazione’ per descrivere la spartizione degli incarichi in un ente, specie in Rai, in base all’appartenenza politica dei candidati piuttosto che alle loro capacita’ professionali. O ancora, l’espressione ‘fattore K’ dal russo Kommunizm (comunismo), che utilizzo’ in un editoriale del Corriere della sera nel 1979 per spiegare il mancato ricambio delle forze politiche governative nei primi 50 anni dell’Italia repubblicana e l’alternanza, sostenne Ronchey, era impedita dalla presenza di un grande partito comunista, principale forza di opposizione, che per ragioni di alleanze ed equilibri internazionali, non poteva giungere al potere. Alberto Ronchey e’ il padre della bizantinista Silvia Ronchey. (AGI) Ben/Sim