Daria torna a casa

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Come in ‘Torna a casa Lessie!’, il celebre film del 1943 di Fred McLeod Wilcox, anche Daria Bignardi rientra a La7 da dove se n’era andata con un po’ di spocchia alla fine del 2008 per passare a Raidue, dopo che il suo amico e mentore Antonio Campo Dall’Orto aveva dato le dimissioni da direttore generale e da amministratore delegato di Telecom Italia Media. A capo della società  che gestisce La7 era arrivato come vice presidente per le strategie Gianni Stella, manager noto per i suoi modi spicci al limite della brutalità  ma severissimo quando si tratta di far di conto e molto vicino a Franco Bernabè, l’amministratore delegato di Telecom Italia. Del resto la specialità  di Stella è proprio quella di sanare situazioni incancrenite e problematiche e La7 era il caso giusto.
Bignardi, come molti altri fedeli collaboratori di Campo Dall’Orto, temendo che il cambio della guardia significasse la volontà  di Telecom di mettere la mordacchia e ridimensionare l’impegno e la sfiziosità  della rete, aveva lanciato un allarme accorato. Stella non aveva gradito quell’uscita e dopo un po’ aveva siglato una separazione consensuale freddina e poco complimentosa con la conduttrice delle ‘Invasioni barbariche’. Oggi, a poco meno di due anni dal suo debutto nel business televisivo di casa Telecom, Stella può mettere in fila risultati più che soddisfacenti per la rete, con il bilancio 2009 che per TI Media spa segna una sensibile riduzione delle perdite (-37,8 milioni di euro con un miglioramento di 28 milioni rispetto al 2008) e ricavi per 113,7 milioni di euro (+16,7%) sull’anno precedente; e soprattutto un apprezzabile lavoro sul prodotto editoriale di La7 che con molti programmi giornalistici e talk show, pur in regime di risparmio e oculatezza, riesce a trovare una sua identità  con una forte autonomia politica tanto da farla apprezzare a un pubblico magari non molto vasto ma sicuramente di qualità  e piuttosto fedele che vale il suo 3% di ascolti medi. Audience consolidata con programmi molto definiti e ben targhettizzati che hanno permesso alla Cairo Communication di raggiungere, in un anno di crisi come il 2009, un miracoloso +13,2% in un mercato che segnava un -10,25%.
Risultati che, insieme ai progetti in cantiere per l’ideazione e la realizzazione dell’offerta di contenuti per le varie piattaforme Iptv, Dvb-H e web e ad altre attività  di competenza di Timb (operatore di rete attraverso la gestione delle reti in analogico e in digitale), hanno convinto i vertici del gruppo Telecom ad aderire all’aumento di capitale di 240 milioni proposto dal Cda del Gruppo TI Media. Un rafforzamento patrimoniale necessario per sostenere, tra l’altro, lo sviluppo di nuovi canali digitali firmati TI Media necessari per cogliere le occasioni che si presenteranno con l’evolversi del mercato televisivo segnato dalla tecnologia digitale.
E così mentre tutti gli editori si agitano in vista dello switch off di ottobre, quando il 70% delle famiglie italiane passerà  alla tecnologia digitale, anche TI Media decide di lanciare, il 22 marzo, un nuovo canale digitale, La7d (dove la ‘d’ sta per donna) in cui Daria Bignardi è stata chiamata a giocare una parte di rilievo.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 404 – marzo 2010