Fondi editoria 2009, tagli all’emittenza locale e ai giornali all’estero, regolamento dell’editoria, decreto tivù

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Sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 404 – marzo 2010, si parla di:
Fondi editoria 2009 – Decreto legge n. 194/09 – Sono dovuti intervenire anche i presidenti di Senato e Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, per convincere il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a cedere alla richiesta bipartisan di prorogare per un anno il ‘diritto soggettivo’ ai fondi dell’editoria per i giornali di partito, di cooperative e no profit. Dopo aver puntato i piedi al Senato – dove il voto di fiducia aveva fatto cadere tutti gli emendamenti – Tremonti ha acconsentito alla proroga nel corso della discussione del provvedimento alla Camera. La trattativa non è stata comunque facile: in ballo c’erano i contributi del 2008 e, dopo faticose mediazioni, è stata accordata l’erogazione del 100% dell’importo e non del 90% come inizialmente era stato proposto. Dopo il via libera alla Camera, l’intero decreto Milleproroghe (che contava decine di emendamenti) è stato riesaminato al Senato per il definitivo via libera.
I giornalisti delle 92 testate coinvolte, molte delle quali rischiavano di chiudere, hanno dunque tirato un sospiro di sollievo. Anche se la soluzione trovata non è del tutto soddisfacente: la richiesta era infatti quella di prorogare per due anni la normativa attuale, garantendo il diritto soggettivo al contributo per il 2009 e per il 2010, in attesa di una vera riforma che ripulisca il settore da chi percepisce i finanziamenti pubblici senza averne i requisiti. Invece si è trovato un accordo a metà , ma con un colpo inferto all’emittenza radiotelevisiva locale e all’editoria estera. Per questo motivo l’opposizione di Pd, Italia dei valori e Udc ha deciso di astenersi al voto, pur avendo fortemente contribuito alla soluzione del problema.

Tagli all’emittenza locale e ai giornali all’estero – Decreto legge n. 194/09 – Il ministro Tremonti non ha voluto tirar fuori nemmeno un euro per risolvere la questione dei fondi pubblici per i giornali italiani, così la copertura finanziaria del provvedimento è stata reperita dai fondi generali della presidenza del Consiglio e attraverso tagli all’emittenza radiotelevisiva locale (per le spese di abbonamento alle agenzie e di energia elettrica) e ai giornali italiani all’estero (riducendo del 50% le risorse). Complessivamente sono state colpite 802 radio (di cui 15 in lingua tedesca) e 504 televisioni locali, 150 periodici e 5 quotidiani italiani all’estero. Dal Parlamento si è subito levata unanime la protesta. Il senatore Alessio Butti (Pdl), da sempre sensibile alle tematiche dell’emittenza privata, si è comunque detto convinto che l’impegno del governo a trovare una soluzione sarà  rispettato, forse già  nel prossimo decreto sulle misure in favore dello Sviluppo. Più complessa, invece, la situazione per i giornali italiani all’estero: “La volontà  di venirci incontro c’è, ma le possibilità  che i tagli vengano integrati è molto bassa”, ha spiegato al termine dell’incontro con il sottosegretario all’Editoria, Paolo Bonaiuti, Marzia Bafile, ex deputata del Pd eletta nella circoscrizione America meridionale.

E poi si parla anche anche di tagli all’emittenza locale e ai giornali all’estero, regolamento dell’editoria, decreto tivù . L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 404 – marzo 2010